Unitree va in Borsa: la sfida cinese dei robot umanoidi
Unitree Robotics, uno dei nomi più osservati nel mercato dei robot umanoidi, si prepara al passaggio più importante della propria storia: la quotazione alla Borsa di Shanghai. La società ha fissato il prezzo delle azioni all’equivalente di circa 22 dollari, con l’obiettivo di raccogliere circa 900 milioni di dollari e una valutazione complessiva vicina ai 9 miliardi.
Fuori dalla Cina il marchio è ancora relativamente poco conosciuto. I suoi robot, invece, hanno già raggiunto un pubblico globale grazie ai video diventati virali negli ultimi anni. Durante le celebrazioni televisive del Capodanno lunare cinese, un gruppo di robot umanoidi Unitree si è esibito in una coreografia di kung fu con salti mortali, arrampicate e combattimenti con le spade.
La quotazione arriva mentre gli investitori cercano di capire se i robot umanoidi progettati per muoversi e lavorare come esseri umani possano diventare uno dei prossimi grandi mercati tecnologici.
Da startup di Hangzhou a campione nazionale
Unitree ha sede a Hangzhou, nella Cina orientale, e nasce dall’esperienza del fondatore Wang Xingxing. Wang ha iniziato a lavorare sui robot a 19 anni, durante l’università. Dopo gli studi post-laurea e un’esperienza in un’azienda di droni, ha fondato Unitree circa dieci anni fa.
Da progetto individuale, la società è diventata uno dei principali operatori cinesi della robotica e uno dei nomi più rappresentativi dell’ambizione di Pechino nel settore dei robot umanoidi. Wang, oggi 36enne, ha conquistato una visibilità crescente anche a livello politico: lo scorso anno era tra gli imprenditori seduti di fronte al presidente Xi Jinping durante un simposio dedicato ai progressi tecnologici del Paese.
Secondo la società e i ricercatori di mercato citati dalla fonte, nel 2025 Unitree ha spedito più robot umanoidi di qualsiasi altro produttore. Nello stesso anno ha generato circa 250 milioni di dollari di ricavi, con vendite più che quadruplicate, mantenendo la redditività.
Robot umanoidi e la scommessa sulla physical AI
Il punto industriale non riguarda soltanto l’hardware. I robot umanoidi sono una delle applicazioni più concrete della cosiddetta “embodied AI”, chiamata anche “physical AI”: sistemi di intelligenza artificiale capaci di apprendere attraverso l’interazione con persone, ambienti e oggetti fisici.
I modelli AI utilizzati nei chatbot apprendono principalmente da grandi quantità di dati digitali. I robot umanoidi, invece, dovranno operare in contesti reali e meno prevedibili, come fabbriche, magazzini, negozi e, in prospettiva, abitazioni.
Anche Nvidia ha individuato in questo mercato un’area di sviluppo. Il CEO Jensen Huang ha definito la physical AI la “next frontier” dell’intelligenza artificiale. A giugno Nvidia ha annunciato una partnership con Unitree per realizzare un robot destinato alla ricerca: Unitree fornirà la struttura meccanica, mentre Nvidia metterà a disposizione il sistema di calcolo AI.
Le stime sul mercato sono molto aggressive. CLSA prevede che il settore globale dei robot umanoidi possa raggiungere 69 miliardi di dollari entro il 2030, rispetto a circa 2 miliardi nel 2026. Morgan Stanley, guardando al 2050, ipotizza un mercato superiore a 5.000 miliardi di dollari e fino a un miliardo di robot operativi nel mondo. Si tratta, però, di proiezioni di lungo periodo caratterizzate da un livello elevato di incertezza.
Cina e Stati Uniti corrono a velocità diverse
Unitree compete principalmente con altri produttori cinesi, tra cui Agibot, UBTech, Leju Robotics, EngineAI e Fourier Intelligence. UBTech è quotata a Hong Kong dalla fine del 2023 e ha una capitalizzazione di circa 5,6 miliardi di dollari. Unitree sarebbe invece la prima società specializzata in robot umanoidi a quotarsi nella Cina continentale.
Negli Stati Uniti la corsa coinvolge Agility Robotics, Figure AI, Apptronik, 1X Technologies e Boston Dynamics, controllata dalla coreana Hyundai Motor. Anche Tesla viene indicata da Unitree tra i concorrenti: Elon Musk ha dichiarato di voler arrivare in futuro a produrre un milione di robot umanoidi all’anno.
La differenza, per ora, riguarda soprattutto la scala produttiva. Secondo Omdia, nella prima metà del 2026 i produttori cinesi hanno spedito circa 18.500 robot umanoidi, contro circa 4.000 unità delle aziende statunitensi.
Unitree propone modelli con prezzi inferiori a 5.000 dollari e prodotti che superano i 150.000 dollari, rivolti ai mercati industriale, educativo e consumer.
Washington frena i robot umanoidi cinesi
La crescita del settore si intreccia anche con le tensioni geopolitiche. La Federal Communications Commission statunitense ha annunciato l’intenzione di vietare nuovi robot umanoidi e quadrupedi prodotti in Cina, richiamando rischi per la sicurezza nazionale.
Secondo le autorità americane, una diffusione crescente di questi sistemi in fabbriche, uffici e abitazioni potrebbe creare nuovi canali per la raccolta di informazioni sensibili o per attacchi informatici contro infrastrutture critiche. Nel 2025 alcuni ricercatori europei avevano inoltre identificato vulnerabilità di sicurezza in un robot Unitree potenzialmente sfruttabili da hacker.
Pechino ha accusato Washington di estendere eccessivamente il concetto di sicurezza nazionale e ha annunciato misure di ritorsione contro gli Stati Uniti.
Nel prospetto di quotazione, la stessa Unitree indica l’incertezza legata alla politica commerciale americana tra i fattori di rischio.
Il mercato dei robot umanoidi deve ancora dimostrare di esistere
I numeri industriali crescono, ma la domanda commerciale resta il vero interrogativo. Nel primo trimestre 2026 i ricavi di Unitree sono aumentati del 68% rispetto all’anno precedente, mentre l’utile è sceso del 55% per effetto della pressione competitiva e dei maggiori investimenti in ricerca e sviluppo.
Una parte significativa della domanda industriale attuale riguarda ancora progetti pilota: robot addestrati a ordinare, spostare o assemblare componenti. Squadre di robot umanoidi completamente autonome nelle fabbriche restano una prospettiva distante.
“La vendita delle azioni Unitree sarà un indicatore di come i mercati dei capitali valutano questa tecnologia entusiasmante ma ancora nascente”, ha dichiarato Lian Jye Su, analista di Omdia con sede a Singapore.
La quotazione di Shanghai metterà quindi alla prova una delle principali scommesse tecnologiche cinesi. I robot umanoidi di Unitree hanno già dimostrato di saper catturare l’attenzione del pubblico. Molto più difficile sarà dimostrare che dietro salti mortali e performance di kung fu esiste un mercato capace di sostenere una produzione di massa.





