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Atomic raccoglie 12,5 milioni: l’AI degli ex Tesla gestisce gli acquisti di DoorDash

Atomic ha raccolto 12,5 milioni di dollari in un round Series A guidato da Klass Capital e Madrona Venture Group. La startup di Boston, fondata da ex responsabili della supply chain di Tesla, ha superato i 15 milioni di dollari di finanziamenti complessivi e conta tra i propri clienti DoorDash e HelloFresh. Il software sviluppato dall’azienda utilizza l’intelligenza artificiale per stabilire quanto inventario acquistare e come distribuirlo tra le diverse sedi. Simula gli scenari possibili, individua le soluzioni più adatte alle condizioni operative e può prendere autonomamente le decisioni di approvvigionamento. Secondo Jon McNeill, ex presidente di Tesla, fondatore di DVx Ventures e membro del consiglio di amministrazione di Atomic, i ricavi ricorrenti annuali (ARR) della società sono quintuplicati dall’inizio dell’anno. La crescita arriva dopo il passaggio dai progetti pilota ai contratti con grandi aziende. DoorDash, stando alle dichiarazioni di McNeill riportate da TechCrunch, gestisce attraverso Atomic circa il 90% dei propri acquisti su centinaia di sedi. Nel settore alimentare, il software viene utilizzato anche per contenere gli sprechi e ridurre il deterioramento dei prodotti.

Un progetto nato durante la produzione della Tesla Model 3

L’idea alla base di Atomic risale al 2018, quando Tesla stava aumentando la produzione della Model 3. Michael Rossiter e Neal Suidan, oggi rispettivamente CEO e Chief Product Officer della startup, lavoravano alla pianificazione della supply chain della casa automobilistica. I fogli di calcolo utilizzati all’epoca non erano sufficientemente rapidi per gestire le continue variazioni dei programmi produttivi. I due svilupparono una prima versione del sistema che sarebbe poi diventato Atomic. Il problema era individuare rapidamente le decisioni più adatte in un contesto nel quale disponibilità dei componenti, esigenze produttive e condizioni di approvvigionamento potevano cambiare di continuo. È lo stesso problema che Atomic affronta oggi per i propri clienti, con una differenza rispetto alla prima versione del prodotto: il software può eseguire le decisioni che prima si limitava a suggerire. “Se pensiamo alla gestione di una supply chain o di un modello operativo, ci troviamo davanti a uno spazio di ottimizzazione praticamente infinito”, ha spiegato Rossiter a TechCrunch. L’intelligenza artificiale, secondo il CEO, può individuare i percorsi più efficaci tra tutte le decisioni disponibili. Il legame con Tesla si è rafforzato con l’ingresso di Jeff Goodrich, per molti anni direttore della pianificazione della casa automobilistica, che è diventato CTO e terzo cofondatore di Atomic.

Come Atomic automatizza la gestione delle scorte

La piattaforma costruisce simulazioni dei processi di approvvigionamento e valuta le possibili decisioni sulla quantità e sulla distribuzione dell’inventario. Il sistema è progettato per adattarsi alle caratteristiche operative di ciascun cliente. Un’azienda alimentare, per esempio, deve considerare la deperibilità dei prodotti e il rischio di sprechi, mentre un produttore industriale può avere esigenze differenti nella pianificazione dei componenti. Atomic lavora già con aziende del settore dei beni di largo consumo (CPG) e sta ampliando le proprie attività nella mobilità e nella manifattura. Secondo Rossiter, la possibilità di utilizzare lo stesso modello di AI in settori differenti ha contribuito ad attirare l’interesse degli investitori per il Series A. L’altro elemento che ha pesato nella raccolta di capitali è stata la riduzione dei tempi necessari per attivare il software presso nuovi clienti.

L’AI impara anche le procedure che le aziende non hanno mai scritto

Durante lo sviluppo del prodotto, il consiglio di amministrazione aveva chiesto al team di Atomic di comprimere i tempi di onboarding, rendendo l’installazione e la configurazione del sistema il meno impegnative possibile per i clienti. Suidan ha lavorato a questa richiesta sviluppando funzionalità di AI agentica capaci di ricostruire le regole decisionali utilizzate dal personale aziendale, comprese quelle che non sono mai state documentate. Il software può così apprendere come un’organizzazione gestisce determinate decisioni operative e adattare il proprio funzionamento alle procedure esistenti. Secondo McNeill, alcuni clienti, dopo aver osservato la capacità del sistema di ricostruire le loro regole, hanno chiesto ad Atomic di eseguire direttamente le decisioni, anziché limitarsi a formulare raccomandazioni. È da questa richiesta che il prodotto si è evoluto verso un modello di gestione autonoma degli acquisti.

Perché la velocità delle decisioni conta nella supply chain

McNeill ha ricondotto l’approccio di Atomic a un principio che aveva appreso durante la propria esperienza in Tesla: la velocità con cui un’azienda prende decisioni può incidere sulla sua competitività. Ha ricordato che Elon Musk considerava la rapidità decisionale un vantaggio rispetto ai produttori automobilistici tradizionali. Un’azienda che decide oggi può agire immediatamente e utilizzare i risultati il giorno successivo. Un concorrente che impiega settimane per arrivare alla stessa decisione parte già in ritardo. Nel caso della supply chain, questo principio si applica alla frequenza con cui vengono aggiornati i piani di approvvigionamento e alle risorse necessarie per prendere ogni decisione. Per Rossiter, il ricorso ancora diffuso ai fogli di calcolo è uno dei problemi da affrontare. Il CEO osserva che le aziende hanno investito molto nella digitalizzazione dei processi finanziari, mentre la gestione dei dati operativi ha ricevuto meno attenzione. Atomic punta a colmare questa distanza con un software che trasferisce la pianificazione dell’inventario dai fogli di calcolo a un sistema capace di simulare scenari ed eseguire decisioni. La startup sta ora applicando il proprio modello a clienti di dimensioni maggiori e a settori industriali diversi da quelli in cui la tecnologia è stata inizialmente sviluppata.

Fonte: TechCrunch. Le cifre relative ai ricavi e all’utilizzo del software da parte dei clienti sono attribuite alle dichiarazioni dei rappresentanti di Atomic e DVx Ventures.

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