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Higgsfield diventa unicorno: raccolta da 130 milioni e valutazione a 1,3 miliardi per la startup AI video

La corsa agli investimenti nell’AI generativa continua a produrre round sempre più rilevanti. Higgsfield, startup specializzata nella generazione e nell’editing di video tramite intelligenza artificiale, ha annunciato un’estensione da 80 milioni di dollari del proprio round di Serie A, che porta così la raccolta complessiva a 130 milioni di dollari. Il round precedente da 50 milioni si era chiuso a settembre e, con questa operazione, la società dichiara di aver raggiunto una valutazione post-money di 1,3 miliardi di dollari.

Una piattaforma AI per video che cresce a ritmi record

Higgsfield offre uno strumento che consente a consumatori, creator e team social di creare e modificare video generati dall’AI, puntando su workflow rapidi e su un utilizzo intensivo di modelli generativi. Fondata da Alex Mashrabov, ex responsabile della Generative AI di Snap, la startup nasce dall’esperienza maturata con AI Factory, precedente progetto co-fondato da Mashrabov e acquisito nel 2020 da Snap per 166 milioni di dollari.

A cinque mesi dal lancio del prodotto, Higgsfield dichiarava già 11 milioni di utenti attivi, posizionandosi rapidamente come piattaforma di riferimento per molti content creator

A cinque mesi dal lancio del prodotto, Higgsfield dichiarava già 11 milioni di utenti attivi, posizionandosi rapidamente come piattaforma di riferimento per molti content creator. A nove mesi dal debutto, il dato è salito a oltre 15 milioni di utenti, accompagnato da una crescita altrettanto significativa sul fronte dei ricavi.

Ricavi, utenti e un run rate da 200 milioni di dollari

Secondo quanto comunicato dalla società, Higgsfield ha raggiunto un annual revenue run rate di 200 milioni di dollari, raddoppiato in circa due mesi rispetto a una traiettoria precedente da 100 milioni. Numeri che, sempre secondo la startup, collocano l’azienda in una fascia di crescita estremamente rara, con performance superiori a quelle registrate, nelle rispettive fasi iniziali, da player come OpenAI, Slack e Zoom.

Questi indicatori rafforzano la narrativa di Higgsfield come uno dei casi più interessanti nel panorama dell’AI applicata alla content creation, un segmento che continua ad attrarre capitali e attenzione sia da parte degli investitori sia dei brand.

Dal “content slop” allo strumento per i marketer professionali

Nel tentativo di posizionarsi sempre più come piattaforma business-oriented e meno come semplice generatore di “AI slop”, Higgsfield sottolinea come una parte crescente dell’adozione arrivi da social media marketer professionisti. Secondo l’azienda, questo rappresenta un segnale chiave di maturazione del prodotto, che starebbe evolvendo oltre la creazione di contenuti casual o sperimentali.

La realtà rimane tuttavia sfaccettata. Da un lato, la piattaforma continua a essere utilizzata anche per contenuti controversi, come il video virale “Island Holiday”, che ha suscitato forti critiche per il suo contenuto offensivo. Dall’altro, molti utenti condividono progetti focalizzati su moda, storytelling cinematografico e produzioni dall’estetica hollywoodiana, dimostrando l’ampio spettro di utilizzi possibili.

Gli investitori e le prospettive future

All’estensione del Serie A hanno partecipato investitori di primo piano come Accel, Menlo Ventures, AI Capital Partners e GFT Ventures, confermando il forte interesse del venture capital per modelli di crescita così aggressivi nel settore dell’AI generativa.

Con una base utenti in rapida espansione, metriche di revenue in accelerazione e una valutazione da unicorno, Higgsfield si posiziona oggi come uno dei player più osservati nel mercato della generazione video AI. La sfida, nei prossimi mesi, sarà dimostrare la sostenibilità di questi numeri nel lungo periodo e consolidare il passaggio da fenomeno virale a piattaforma infrastrutturale per il marketing digitale e la creazione professionale di contenuti.

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