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NFL: la storia del brevetto che ha rivoluzionato i calci piazzati

Ground Zero 1 è il kicking tee che viene usato da oltre 20 nell'NFL. Il suo successo si deve alla tenacia di H. Jay Spiegel

Ground Zero 1 è kicking tee ufficiale della National Football League (NFL): in pratica è il supporto in gomma che consente di tenere in posizione verticale l’ovale durante i calci piazzati. Malgrado le apparenze, piuttosto anonime, dalla stagione 1999-2000 è l’accessorio chiave di diversi momenti delle partite, fra cui il calcio di inizio. E sarà così anche il prossimo 8 settembre quando i campioni in carica del Super Bowl Los Angeles Rams ospiteranno i Buffalo Bills per la prima di campionato.

Al netto dell’interesse sportivo che si può nutrire nei confronti del football americano, vale la pena soffermarsi sulla storia di Ground Zero 1, brevettato da un certo H. Jay Spiegel della Cornell University. Tutto inizia nel 1971 quando al primo anno di università il giovane si allena a calciare per la squadra di football Cornell Big Red. È la riserva del kicker titolare ma prima che inizi il campionato abbandona e si dedica ad altre attività sportive.

Il calciare la palla però rimane un suo cruccio e grazie a una formula chiamata College Program personalizza il suo corso di laurea come Energy Conversion e si dedica a ingegneria elettrica, meccanica, nucleare e ambientale. Ha visto lungo perché il suo sogno è di diventare un avvocato specializzato in brevetti e la competenza tecnica lo rende differente dagli altri. Non a caso dopo essersi laureato nel 1974 diventa assistente esaminatore presso l’Ufficio brevetti e marchi degli Stati Uniti (USPTO). Nel tempo viene promosso a esaminatore primario e nel 1982, poco dopo la laurea in giurisprudenza presso la George Mason University, si licenzia e apre il suo studio da avvocato specializzato in diritto dei brevetti, marchi e diritti d’autore. Jay Spiegel & Associates diventa un punto di riferimento per il settore.

ground zero 1

Ciò che nessuno sa è che negli anni dell’università e durante il periodo all’USPTO lavora a un nuovo tipo di kicking tee che si sposa perfettamente con le rivoluzioni tecniche che stanno avvenendo nell’NFL. Lo aiuta Lou Groza, il campione dei Cleveland Browns andato in pensione nel 1967 che riusciva a mettere l’ovale tra i pali a una distanza di ben 50 yard – un record per l’epoca.

Il tema centrale è che negli anni universitari la modalità di calciare sta cambiando: dallo stile un po’ improvvisato a quello molto tecnico rubato al soccer, il calcio che si pratica in Europa. Il problema è che i supporti non sono adatti al nuovo gesto: le due punte che mantengono in posizione l’ovale sono il primo fronte di contatto per il piede e quindi influenzano negativamente l’esecuzione. Qualcosa deve cambiare per sfruttare al meglio questa novità.

Nel 1983 Spiegel deposita la prima domanda di brevetto della sua tecnologia, nel 1985 coinvolge diversi kicker NFL in test e migliora costantemente il design del progetto. Fonda la Premium Products per produrre e commercializzare Ground Zero 1 e altre versioni. Alla fine nel 1995 l’NFL approva l’impiego del suo supporto e a partire dalla stazione 2000-2001 tutte le squadre adottato il Ground Zero 1 di Spiegel – preferendolo ad altri due modelli in competizione. Nel 2015 Spiegel vende il ramo dei supporti al colosso Champion Sports.

In 40 anni di lavoro dello studio Jay Spiegel & Associates il protagonista di questa vicenda è giunto alla conclusione che “quando sei un avvocato specializzato in brevetti, devi essere onesto con i tuoi clienti e dire loro che, in genere, solo l’1% delle invenzioni brevettate restituisce abbastanza soldi per persino pagare il costo per ottenere il brevetto. Gli inventori pensano tutti che saranno uno dell’1%. Io sono stato molto fortunato e ho ottenuto molte soddisfazioni e divertimento dalle mie invenzioni“.

Un brevetto sembra come quelle idee geniali degli startupper e delle startup innovative. Solo il primo capitolo di un’avventura e poco di più, perché ciò che conta davvero si esplica nella messa a terra dell’astratto, nella sua implementazione e ramificazione. Un oggetto o un servizio non sono prodotti fino a quando non ne acquisiscono gli attributi. Spiegel ha avuto la tenacia di portare avanti il suo progetto trasformandolo in prodotto, ma soprattutto ha sviluppato competenze trasversali che gli hanno consentito di pilotare ogni fase.

Giornalista tech e digital da oltre 20 anni per quasi tutte le principali testate del settore. Oggi collaboro con Italian Tech e Green & Blue di Repubblica.it, Wired e HdBlog. Ho fondato la mia prima startup nel 2001 quando ancora non si chiamavano così. Core business? Contenuti editoriali per il Web... ça va sans dire

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