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L’Europa ha bisogno di founder. Il progetto EU-INC

Nel cuore delle discussioni più recenti sul futuro dell’ecosistema startup europeo emerge una dichiarazione tanto provocatoria quanto pragmatica: “I founder non hanno bisogno dell’Europa. L’Europa ha bisogno dei founder.” Questa frase, espressa con vigore da Andreas Klinger, investitore e co-promotore dell’iniziativa EU-INC, sintetizza una crescente consapevolezza all’interno della comunità tech europea: il sistema normativo e istituzionale dell’Unione deve cambiare, e in fretta, per consentire alle startup di competere su scala globale.

Klinger, figura di spicco con una lunga carriera come CTO di Product Hunt, VP di CoinList e Head of Remote ad AngelList, invita a guardare oltre le retoriche consolidate e a concentrarsi su ciò che davvero può dare slancio all’innovazione in Europa: infrastrutture giuridiche e operative che diano fiducia a founder e investitori, eliminando frizioni e inefficienze.

 

L’ostacolo principale: frammentazione normativa

Uno dei nodi critici segnalati dagli imprenditori europei è la frammentazione del quadro normativo tra gli Stati membri. In Europa coesistono 27 regimi legali differenti per la costituzione di società, ognuno con requisiti, procedure, costi e complessità proprie. Mentre negli Stati Uniti lo standard consolidato è rappresentato dalla Delaware Inc, che offre semplicità e prevedibilità in ogni fase di vita di una startup, in Europa gli investitori e i founder sono costretti ad affrontare un mosaico di giurisdizioni che drenano tempo, risorse e fiducia.

Questa frammentazione si riflette in molteplici difficoltà pratiche: un investitore europeo che voglia supportare startup in diversi Paesi deve navigare tra registri aziendali digitalizzati in modo eterogeneo, norme fiscali divergenti, e prassi legali locali che spesso richiedono consulenze specialistiche costose. La mancanza di standard condivisi rende ogni round di investimento un’attività onerosa, soprattutto nelle fasi iniziali, frenando così la mobilità del capitale e la capacità di competere con i grandi blocchi internazionali.

EU-INC: l’idea di una entità legale paneuropea

La proposta al centro del dibattito è EU-INC, un progetto che punta a creare una entità giuridica paneuropea standardizzata, riconosciuta in tutti i Paesi dell’Unione tramite un regime legislativo unico. L’obiettivo è semplice ma ambizioso: fornire uno strumento giuridico comune per la costituzione e la gestione delle imprese innovative, analogamente a quanto rappresenta la Delaware Inc negli Stati Uniti, ma strutturato su scala comunitaria.

Secondo i promotori, EU-INC deve incorporare alcune caratteristiche fondamentali per essere efficace:

  • Un registro centralizzato e digitalizzato per le registrazioni societarie a livello europeo, con un’unica interfaccia API, per eliminare la dipendenza dai registri nazionali disomogenei.
  • Accessibilità aperta a tutte le imprese, non solo alle “startup” così come definite dagli standard nazionali o comunitari, per evitare vincoli che limiterebbero scala e adozione.
  • Separazione da questioni complesse come il diritto del lavoro o la tassazione armonizzata, almeno nella fase iniziale, per non creare barriere normative ulteriori.
  • Un quadro giuridico basato sull’Articolo 352 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (TFEU), che permette alla Commissione di agire in assenza di competenze specifiche ma per il raggiungimento di obiettivi di interesse comune.

L’intento dei sostenitori è che una norma di questo tipo non solo renda più attraente l’ecosistema europeo per i venture capitalist internazionali, ma favorisca anche la nascita di modelli di investimento standardizzati, come SAFE o altri strumenti equivalenti, che possono essere utilizzati trasversalmente.

Perché l’iniziativa è cruciale adesso

La spinta verso EU-INC non è puramente idealistica: Klinger e altri protagonisti dell’ecosistema sottolineano che l’Europa si trova in un momento geopolitico ed economico delicato. Le guerre commerciali, la competizione tecnologica con Stati Uniti e Cina, e l’esigenza di mantenere sovranità tecnologica ed economica rendono urgente la creazione di un ambiente favorevole alla crescita delle imprese innovative.

In questa prospettiva, startup e scaleup non sono semplici generatori di occupazione o innovazione di prodotto, ma pilastri strategici per la competitività e l’autonomia continentale. Senza uno strumento giuridico che favorisca la mobilità del capitale e la riduzione delle barriere transnazionali, molti founder continueranno a guardare al di fuori dell’Europa per scalare le proprie imprese, rafforzando altri mercati a scapito di quello europeo.

Un movimento dal basso, con 16.000 firmatari

La proposta EU-INC non nasce esclusivamente tra le stanze dei burocrati, ma è stata costruita dal basso dalla comunità stessa dei founder, investitori e advisor legali. Secondo le fonti, oltre 16.000 persone firmatarie hanno già espresso sostegno per questa iniziativa, tra cui fondatori di alcune delle principali imprese tecnologiche europee.

Questa dinamica è significativa: dimostra che non si tratta di un progetto isolato, ma di una mobilitazione ampia e trasversale del tessuto imprenditoriale europeo, che chiede alle istituzioni di non limitarsi a “fare qualcosa” ma di adottare soluzioni strutturali, digitali e standardizzate.

Verso una nuova infrastruttura per l’innovazione

La proposta EU-INC rappresenta una sfida concreta alle narrative consolidate sull’ecosistema startup europeo. Non si tratta più soltanto di aumentare i fondi di venture capital o di creare programmi di accelerazione, ma di costruire infrastrutture giuridiche di base che favoriscano la scalabilità, la mobilità del capitale e la coesione tra i diversi mercati nazionali.

Come sintetizza Klinger, se l’Europa vuole veramente essere competitiva nel prossimo decennio, deve gettare le basi perché i founder possano agire con la stessa agilità, fiducia e prevedibilità che trovano in altre giurisdizioni globali – senza dover emigrare o rinunciare alle proprie radici europee.

In questo quadro, il dibattito su EU-INC rappresenta una delle questioni chiave per il futuro dell’ecosistema tech in Europa: una questione non soltanto tecnica o normativa, ma strategica per l’intero continente.

Business Development Manager at Dynamo, Author Manuale di Equity Crowdfunding, Angel Investor in CrossFund, Journalist, Crowdfunding Marketing Strategist, Startup-News.it founder, IED Lecturer.

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