Venture capital in Italia: Q4 2025 da record a €901M, ma il late stage resta il collo di bottiglia

Il quarto trimestre del 2025 segna un punto di svolta per il venture capital in italia. Con 901 milioni di euro raccolti su 122 round, Q4 si afferma come il miglior trimestre di sempre per valore degli investimenti, più che triplicando i 306 milioni del trimestre precedente. Un risultato che, secondo l’Osservatorio trimestrale sul Venture Capital in Italia, realizzato da Growth Capital, la banca di investimento tech leader nell’ecosistema venture capital, in collaborazione con Italian Tech Alliance, associazione italiana di settore, resta valido anche al netto dei mega round e che riflette una decisa accelerazione dell’attività di dealmaking nella seconda metà dell’anno.
Il 2025 è il secondo miglior anno di sempre dopo il 2022
Su base annua, il mercato italiano del venture capital in italia totalizza 1,73 miliardi di euro investiti, in crescita del 18% rispetto al 2024, con 436 round complessivi (+8%). Si tratta del secondo miglior risultato di sempre per capitale raccolto, superato solo dal picco del 2022, e del miglior anno in termini di numero di operazioni. Un dato che conferma il trend di consolidamento dell’ecosistema, pur in un contesto macroeconomico globale caratterizzato da elevata incertezza.
Investitori esteri sempre più centrali: il 46% arriva dall’estero
Uno dei segnali più rilevanti riguarda la composizione della base investitori. Nel 2025 sono stati 354 gli investitori attivi nel venture capital italiano, di cui il 46% con sede all’estero. Un massimo storico che testimonia la crescente attrattività dell’ecosistema nazionale nei confronti di operatori internazionali, in particolare statunitensi ed europei.
Nel 2025 sono stati 354 gli investitori attivi nel venture capital italiano, di cui il 46% con sede all’estero
Il dato cresce ulteriormente all’aumentare della dimensione dei round: tutte le operazioni superiori ai 20 milioni di euro hanno visto la partecipazione di almeno un investitore internazionale. «Non c’è stata un’esplosione, una crescita particolarmente rilevante, ma il dato è comunque positivo e testimonia la capacità attrattiva del sistema», ha commentato sulle pagine de Il Sole 24 Ore Francesco Cerruti, direttore generale di Italian Tech Alliance.
Software e Life Sciences guidano il mercato
Dal punto di vista settoriale, il 2025 conferma la leadership del Software, che concentra circa 494 milioni di euro di investimenti, seguito dalle Life Sciences con 417 milioni. DeepTech e Smart City completano il quadro dei settori più finanziati. Una distribuzione coerente con quanto osservato nell’ultimo trimestre dell’anno e indicativa di un mercato che premia, da un lato, modelli scalabili e, dall’altro, tecnologie ad alta intensità di ricerca e proprietà intellettuale.
Pochi nuovi fondi VC: la raccolta rallenta
Accanto ai segnali positivi, il report evidenzia una frenata sul fronte della raccolta di nuovi fondi. Nel 2025 sono stati lanciati soltanto nove nuovi fondi di venture capital, per un totale di 545 milioni di euro, contro gli oltre 1,4 miliardi raccolti nel 2024. Un dato che riflette la complessità del fundraising in Europa e che, secondo gli operatori, non ha ancora beneficiato appieno della nuova normativa entrata in vigore a fine 2024 per incentivare l’ingresso degli investitori istituzionali.
Late stage ed exit: il vero collo di bottiglia
La principale criticità strutturale resta il late stage. Nonostante una pipeline early stage solida, con una media di circa 50 round di Serie A all’anno, nel 2025 le Serie B restano poche e le Serie C+ risultano in calo rispetto all’anno precedente.
Nel 2025 le Serie B restano poche e le Serie C+ risultano in calo rispetto all’anno precedente
Questo squilibrio si riflette anche sul fronte delle exit, che si fermano a 31 operazioni, in linea con il 2024 ma lontane dai livelli del biennio 2022-2023, in un mercato dove l’IPO resta marginale e l’M&A rappresenta il canale principale di liquidità.
Il confronto europeo e le prospettive per il 2026
Nel confronto con gli altri ecosistemi europei, l’Italia resta indietro in termini assoluti, con 1,7 miliardi raccolti su 66 miliardi complessivi a livello europeo. La Spagna, con 2,3 miliardi, continua a precederla, mentre Francia e Regno Unito restano su scale nettamente superiori. Tuttavia, l’Italia mostra tassi di crescita più rapidi rispetto ad alcuni grandi mercati e chiude il 2025 con il VC Index al livello più alto mai registrato. Per il 2026 le previsioni parlano di un ulteriore consolidamento, senza crescite esplosive, ma con un sentiment degli operatori estremamente positivo, sostenuto dal forte recupero del secondo semestre 2025.





