Artificial IntelligenceMercatoMetaversoNotizie

Zuckerberg porta l’AI negli occhiali: la nuova scommessa di Meta passa da Muse

Dopo aver investito miliardi nello sviluppo dell’intelligenza artificiale, Meta deve convincere le persone a usarla ogni giorno. Gli annunci presentati il 23 settembre a Menlo Park, durante la conferenza annuale Connect, rispondono a questa esigenza: nuovi occhiali intelligenti e un ruolo sempre più centrale per Muse, l’agente AI attraverso cui il gruppo vuole entrare nelle attività quotidiane degli utenti. La direzione indicata da Mark Zuckerberg segna un cambiamento nelle priorità dell’azienda.

Il metaverso, che aveva accompagnato persino la scelta del nome Meta, lascia il centro della scena alla «superintelligenza personale».

Il metaverso, che aveva accompagnato persino la scelta del nome Meta, lascia il centro della scena alla «superintelligenza personale». Nel racconto del fondatore, l’intelligenza artificiale avanzata arriverà prima dei mondi virtuali immaginati negli anni scorsi e avrà un peso maggiore. È una dichiarazione che aiuta a leggere l’intera presentazione. Gli occhiali diventano un canale per accedere all’AI senza estrarre continuamente lo smartphone; Muse è il servizio chiamato a rendere utile questa possibilità.

Tre proposte per pubblici diversi

L’offerta annunciata comprende tre direzioni di prodotto: occhiali per la realtà virtuale, una versione dedicata all’audio priva di fotocamera e un aggiornamento degli smart glasses con videocamera. Una segmentazione che tiene insieme intrattenimento, assistenza personale e differenti sensibilità rispetto alla registrazione delle immagini.

I nuovi dispositivi per la realtà virtuale costeranno circa 1.300 dollari e sono attesi nella primavera del 2027. Permetteranno di guardare eventi sportivi e contenuti video, oltre a giocare

I nuovi dispositivi per la realtà virtuale costeranno circa 1.300 dollari e sono attesi nella primavera del 2027. Permetteranno di guardare eventi sportivi e contenuti video, oltre a giocare. Il formato è più vicino a un paio di occhiali rispetto ai tradizionali visori, ma resta un collegamento via cavo a un’unità esterna. L’obiettivo è raggiungere un pubblico più ampio di quello dei videogiocatori a cui si rivolge la famiglia Quest. Con i Ray-Ban Meta Audio, invece, il gruppo propone un dispositivo senza fotocamera, mantenendo l’interazione vocale e le funzioni audio. La gamma sviluppata con EssilorLuxottica comprende anche aggiornamenti ai Ray-Ban Meta e nuove montature: secondo l’azienda, entro fine anno le opzioni disponibili tra i diversi marchi supereranno quota cento.

Muse vuole passare dalle risposte alle azioni

Il collegamento tra questi prodotti è Muse, presentato a settembre e destinato a essere accessibile anche attraverso gli occhiali. L’ambizione è consentire agli utenti di affidare un’attività all’agente con la voce, lasciando al software i passaggi necessari per portarla avanti. Secondo la descrizione ufficiale, Muse può operare attraverso un browser e utilizzare applicazioni per conto dell’utente. Meta lo ha progettato per svolgere compiti, organizzare progetti e proseguire il lavoro anche dopo la chiusura dell’app. L’azienda precisa che alcune azioni, come inviare un’email o effettuare un acquisto, richiedono l’approvazione della persona.

Al Connect sono state annunciate ulteriori funzioni, tra cui la possibilità di videochiamare l’avatar dell’agente. Muse avrà inoltre indirizzi email propri per svolgere determinate attività: una soluzione che, nelle intenzioni dell’azienda, può ridurre la necessità di concedere accesso agli account personali. Il successo iniziale dell’app, arrivata ai vertici dell’App Store secondo il resoconto del New York Times, indica interesse. Per misurare la solidità del prodotto servirà però capire quante persone continueranno a utilizzarlo e per quali attività saranno disposte a pagare.

Gli acquisti diventano un terreno di competizione

Le partnership annunciate con Shopify ed Expedia mostrano dove Meta intravede alcune applicazioni commerciali. Un agente capace di cercare prodotti o organizzare un viaggio può intervenire in più momenti del processo di acquisto, dalla raccolta delle informazioni alla scelta del servizio.

Alexandr Wang, responsabile dell’intelligenza artificiale del gruppo, ha descritto questo passaggio come l’inizio di una nuova generazione dello shopping. Per le imprese, la prospettiva apre una questione concreta: come rendere offerte, disponibilità e condizioni comprensibili anche ai sistemi che lavorano per conto dei clienti.

Per startup e operatori digitali potrebbe nascere uno spazio di sviluppo nelle integrazioni, nei cataloghi e nei servizi specializzati. È una prospettiva, tuttavia, la cui dimensione dipenderà dall’affidabilità degli agenti e dalla fiducia che riusciranno a conquistare.

La privacy entra nella progettazione del prodotto

La scelta di commercializzare occhiali senza fotocamera riconosce un ostacolo all’adozione: il disagio di chi teme di essere ripreso. Come osserva l’analista Avi Greengart nel resoconto del New York Times, separare la gamma permette di rivolgersi sia a chi desidera una videocamera sia a chi preferisce farne a meno. L’assenza della fotocamera non esaurisce però il tema. Restano i microfoni, le informazioni condivise con l’assistente e le autorizzazioni necessarie per eseguire i compiti. Il rapporto di fiducia si giocherà anche sulla chiarezza con cui questi aspetti saranno spiegati. Per Meta, la partita economica richiede tempo. Vendere dispositivi e aumentare l’utilizzo di Muse sono passaggi necessari per valorizzare gli investimenti nell’AI. La prova decisiva arriverà nell’uso quotidiano: prenotazioni completate correttamente, richieste comprese, errori gestiti. È su queste prestazioni, più che sulle dimostrazioni sul palco, che gli utenti decideranno quanto spazio concedere a un assistente personale.

Fonte: The New York Times

Business Development Manager at Dynamo, Author Manuale di Equity Crowdfunding, Angel Investor in CrossFund, Journalist, Crowdfunding Marketing Strategist, Startup-News.it founder, IED Lecturer.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.