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Flat Tax 2023 Meloni: ultimissime novità per partite IVA dalla legge di Bilancio

Flat Tax 2023 Meloni: ultimissime novità per partite IVA dalla legge di Bilancio

Come cambia la Flat Tax nel 2023? Proviamo ad anticipare tutto ciò che potrebbe avvenire nelle prossime settimane

Con il comunicato che ha accompagnato il Consiglio dei Ministri che ha varato la nuova manovra di Bilancio, il governo ha confermato la nuova soglia di applicazione della Flat Tax 2023: si tratta di un tetto di fatturato pari a 85.000 euro, confermando in tal modo l’ipotesi che avevamo anticipato qualche giorno fa, legata alla possibilità che l’esecutivo possa muoversi in due direzioni:

  • aumentare nel breve termine la soglia verso un livello intermedio di 85.000 euro
  • propendere nel 2024 o nel 2025 all’allargamento della soglia di accesso alla Flat Tax fino a 100.000 euro.

Ultimissime novità Flat Tax 2023

Si continua a discutere sul dossier fiscale sulla Flat Tax 2023 del governo Meloni: l’aumento a 100.000 euro dei ricavi per il regime forfettario potrebbe infatti diventare realtà solo nel medio termine, facendo così aumentare dell’11% gli attuali aderenti al regime agevolato. Ma siamo sicuri che l’ampliamento avverrà subito?

L’obiettivo della Flat Tax 2023

L’obiettivo dichiarato della Flat Tax 2023 è quello di portare a 100.000 euro il limite massimo di ricavi utili per poter fruire dell’applicazione di un’imposta sostitutiva Irpef del 15%: se il governo Meloni dovesse riuscire nell’intento, significherebbe che altre 240 mila partite IVA potranno essere ricondotte all’interno del regime agevolato.

Rimane tuttavia da comprendere se questo ampliamento avverrà nel 2024 (nel 2023 avverrà invece l’aumento a 85.000 euro) o in più step successivi. Per la piena attuazione della Flat Tax al 15% per tutti i redditi fino a 100.000 euro bisognerebbe infatti impiegare almeno 1,1 miliardi di euro di coperture aggiuntive. Un importo che probabilmente sarebbe stato messo in cantiere se non ci fosse un’emergenza più impellente da affrontare (quella del caro-energia), che nei prossimi mesi assorbirà buona parte del plafond stanziabile.

L’ampliamento della Flat Tax sarà graduale: 85.000 euro nel 2023

Ciò premesso, lo scenario che si è verificato è quello che avevamo ritenuto più probabile, ovvero un percorso in più fasi che porta a un primo aumento della soglia a 85.000 euro già dal prossimo anno e, dunque, rinviare l’ampliamento a 100.000 euro al 2024 o al 2025. Una prima accelerazione in questo senso potrebbe comunque aprire le porte del forfetario ad almeno 140.000 contribuenti.

Ancora tanti i punti su cui discutere

Rimane inteso che sono numerosi i punti ancora oggetto della discussione. Stando agli ultimi dati dell’Agenzia delle Entrate, per esempio, ci sono ben 450.000 contribuenti che non applicano la Flat Tax nonostante il loro volume d’affari sia inferiore ai 65.000 euro che oggi rappresentano il limite di fatturato massimo per usufruire del regime agevolato. Ma per quale motivo?

Le ragioni sono in realtà numerose e, probabilmente, su buona parte di esse dovrà esprimersi il governo. Per esempio, alcuni contribuenti non possono accedere alla Flat Tax perché possiedono delle quote societarie incompatibili con il regime agevolato. Oppure, perché sono dipendenti o pensionati con un reddito superiore ai 30.000 euro.

E la tassa incrementale?

Non è inoltre detto che l’applicazione della Flat Tax nei termini di cui sopra debba necessariamente escludere dalle novità fiscali la tassa incrementale che è sempre stata un cavallo di battaglia di Fratelli d’Italia, anzi.

D’altronde, uno dei problemi mai risolti del regime forfettario è sempre stata l’uscita: chi si trova a sforare il limite dei 65.000 euro, fosse anche di un solo euro, si troverebbe infatti improvvisamente a fare un salto nel regime ordinario, con ciò che ne consegue in termini di adempimenti e – soprattutto – applicazione di aliquote Irpef per scaglioni.

Di qui la proposta di creare una sorta di exit strategy più morbida. La Lega propone un’aliquota del 20% per chi supera i 65.000 euro ma rimane entro i 100.000 euro, mentre Fratelli d’Italia pensa a una Flat Tax al 15% o al 18% da applicarsi sull’incremento di reddito rispetto al massimo raggiunto nel triennio precedente.

Rispetto alla Flat Tax per lavoratori autonomi, peraltro, la tassa incrementale sarebbe applicata nei confronti di tutti i contribuenti, anche dipendenti, per garantire il migliore incentivo alla crescita. Tuttavia, come emerge dalle indiscrezioni delle ultime ore, il governo starebbe considerando tale novità come troppo complessa e costosa per una rapida applicazione.

Nella manovra di Bilancio dovrebbe trovare spazio una flat tax incrementale del 5% con franchigia del 5% e tetto di 40.000 euro di ricavi in più rispetto al massimo del triennio precedente.

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COMMENTS

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    vincenzo 2 settimane

    Il limite di esclusione per i pensionati con reddito di pensione superiore a 30 euro resterà o verra innalzato ?

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