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Il welfare aziendale cresce anche per le PMI, oltre il 68% supera il livello base

Il welfare aziendale cresce anche per le PMI, oltre il 68% supera il livello base

Secondo il Report Welfare Index 2022, che fotografa il welfare aziendale in Italia ed è promosso dal Generali Italia, non solo le grandi aziende ma anche le PMI e le micro imprese si stanno impegnando per migliorare il proprio welfare. Uno strumento che finalmente viene riconosciuto per il suo ruolo nell'aumento di produttività e fatturato.

Il welfare aziendale continua a crescere: oltre il 68% delle PMI italiane supera il livello base e per quanto riguarda le micro imprese che puntano sul welfare il loro numero è passato dal 7,7% del 2017 al 15,1% del 2022.
Questi dati sono interessanti perché le imprese con il welfare aziendale più elevato hanno un più alto impatto sociale su persone e comunità. E le PMI in Italia rappresentano circa il 92% del tessuto imprenditoriale e impiegano l’82% della forza lavoro: anche se questi numeri sono un po’ datati e risalgono al 2017, sono ancora piuttosto rappresentativi della situazione italiana.

Qual è l’impatto delle imprese a più alto welfare sulla società? Ad esempio favoriscono, con numeri molto al di sopra della media, l’occupazione di giovani e donne. Di solito sono anche più inclusive e incentivano formazione e sviluppo del capitale umano. Le PMI con welfare più evoluto ottengono un maggiore impatto sociale su tutti i propri stakeholder: lavoratori e loro famiglie, fornitori, clienti e comunità. Gli ambiti di impatto sociale senza dubbio più importanti sono la promozione del lavoro e della mobilità sociale, la possibilità offerta ai giovani di raggiungere un’occupazione stabile, il sostegno ai diritti e alle pari opportunità per le donne lavoratrici.

Il report evidenzia anche che le imprese che concepiscono il welfare come leva strategica di sviluppo sostenibile sono raddoppiate, da 6,4% del 2016 a 14,1% del 2022. Ben l’87,5% di queste aziende genera un impatto sociale di livello elevato, contro una media generale del 38%. Per le PMI ad uno stadio iniziale di sviluppo del welfare aziendale tale percentuale si ferma al 6%.

Le imprese che investono in welfare aziendale hanno un più elevato impatto sociale sulla comunità

Cos’è il Rapporto Welfare Index PMI 2022

Il rapporto Welfare Index PMI 2022 sullo stato del welfare nelle piccole e medie imprese italiane è giunto alla settima edizione. Rappresenta la fotografia sullo stato del welfare nelle PMI italiane e si basa su un modello di analisi organizzato in dieci aree:

  1. Previdenza e protezione
  2. Salute e assistenza
  3. Conciliazione vita-lavoro
  4. Sostegno economico ai lavoratori
  5. Sviluppo del capitale umano
  6. Sostegno per educazione e cultura
  7. Diritti, diversità, inclusione
  8. Condizioni lavorative e sicurezza
  9. Responsabilità sociale verso consumatori e fornitori
  10. Welfare di comunità

Quest’anno hanno partecipato a Welfare Index PMI oltre 6.500 imprese (triplicate rispetto alla prima edizione) di tutti i settori produttivi, di tutte le dimensioni e provenienti da tutta Italia. L’iniziativa è promossa da Generali Italia con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri e con la partecipazione delle principali Confederazioni italiane: Confindustria, Confagricoltura, Confartigianato, Confprofessioni e Confcommercio.

Nel contesto dell’elaborazione del report viene anche assegnato un rating alle imprese. Quest’anno le 5W (il punteggio massimo) sono state conferite a 121 imprese Welfare Champion (nel 2017 erano solo 22). Inoltre, Welfare Index PMI promuove le PMI italiane in Europa attraverso SME EnterPRIZE: l’iniziativa di Generali che premia i modelli di business sostenibili delle imprese europee.

I dati più interessanti

Delle dieci aree del welfare aziendale indagate dal report, quelle dove le imprese sono più impegnate sono: Sicurezza e condizioni lavorative (74% delle PMI con livello alto e molto alto), Welfare di comunità (66,5%), Diritti, diversità e inclusione (47,8%) e Formazione e sviluppo del capitale umano (40,6%).

Raddoppia il numero di PMI con livello molto alto e alto, passando dal 10,3% del 2016 al 24,7% del 2022. Oggi il welfare aziendale non è più solo appannaggio delle grandi imprese, ma anche delle microimprese.
La quota di imprese con livello elevato di welfare è massima (70,7% nel 2022 vs 64,1% nel 2017) tra quelle con oltre 250 addetti e molto rilevante (66,8% vs 59,8% nel 2017) nelle PMI tra 101 e 250 addetti. Raddoppiano le microimprese (da 6 a 9 addetti) con un livello elevato di welfare che passano dal 7,7% del 2017 al 15,1% del 2022.

L’incremento è dovuto in buona parte alla semplificazione delle normative e alle risorse pubbliche stanziate per la protezione sociale, incoraggiando le aziende, anche le più piccole, a impegnarsi a propria volta a sostegno delle famiglie.

Il legame tra welfare aziendale e fatturato

Il welfare contribuisce all’aumento di produttività e fatturato: nel 2021 l’utile delle PMI con livello di welfare elevato è risultato doppio rispetto a quelle con welfare a un livello base, registrando un 6,7% contro il 3,7%. E altrettanto grande è risultato il divario nel MOL (Margine Operativo Lordo) pro capite, che misura la produttività per singolo addetto.

Secondo il report sul Welfare Index PMI 2022 il welfare rappresenta anche uno strumento di resilienza, perché le PMI con welfare elevato hanno contenuto in modo migliore gli effetti della pandemia e oggi mostrano maggiore slancio nella ripresa.

Nel 2021 l’utile delle PMI con livello di welfare elevato è risultato doppio rispetto a quelle con welfare base

«Il welfare aziendale è un fattore strategico per le imprese e una priorità per il Paese, anche per raggiungere gli obiettivi del PNRR attraverso una partnership tra il settore pubblico e il privato. Oggi il nostro rapporto Welfare Index PMI certifica come chi ha programmi di welfare evoluti ha maggior successo come impresa, investendo, tra gli altri, in Sanità, Formazione e Inclusione Sociale. Le aziende sono in prima linea nel produrre innovazione sociale a fianco delle famiglie e dei territori in cui operano, intercettando i bisogni emergenti, come dimostrano le migliori iniziative sociali delle realtà presenti in questa edizione» ha sottolineato Giancarlo Fancel, Country Manager & CEO Generali Italia.

Uno dei contributi più interessanti del rapporto Welfare Index PMI è proprio l’analisi dinamica della correlazione degli indici di welfare con i bilanci di un campione di circa 2.600 imprese nell’arco di tre anni (2019, 2020 e 2021, realizzata in collaborazione con Cerved). Un periodo segnato dalla pandemia Covid e dalla successiva ripresa, al termine del quale oggi possiamo valutare il contributo dato dal welfare aziendale alla resilienza del sistema produttivo.

Più welfare più coinvolgimento

Le imprese con un welfare più evoluto ottengono performance di produttività decisamente superiori alla media, crescono molto più velocemente nei risultati economici e nell’occupazione. Tra le imprese con livello molto alto di welfare aziendale l’indice di produttività MOL / fatturato è cresciuto da 9,4% nel 2019 a 11% nel 2021, rispetto a un incremento dello 0,2% tra le imprese ad un livello base di welfare. Anche gli indici di redditività seguono la stessa dinamica.

«Il welfare è un volano in grado di far crescere la produttività, grazie ad un migliore coinvolgimento dei lavoratori nei processi aziendali –ha dichiarato Marina Elvira Calderone, Ministro del Lavoro e delle Politiche SocialiConoscere e accompagnare i bisogni dei dipendenti è quell’attenzione che denota una chiara e precisa volontà di dare al lavoro una dimensione più ampia. Un coinvolgimento che quasi sempre è ripagato da una rinnovata dedizione alla mission aziendale in grado di aumentare efficienza e produttività. In quest’ottica, il welfare diventa un’opportunità per le aziende e per i suoi lavoratori e viceversa».

Il welfare aziendale come strumento di resilienza

Per la prima volta l’analisi dimostra che il welfare aziendale è un fattore di resilienza. Lo studio, infatti, approfondisce anche la correlazione tra livelli di welfare aziendale e i risultati economici per cluster omogenei di imprese per impatto della crisi (2020) e intensità della ripresa (2021).

In ognuno di questi cluster, le PMI con un welfare più evoluto hanno tenuto meglio nella pandemia e dimostrato maggiore slancio nella ripresa. Ad esempio, nel gruppo di imprese appartenenti ai settori economici più colpiti dalla crisi, il Margine Operativo Lordo per addetto nel periodo 2019-2021 è cresciuto del 50,5% tra le PMI con livello elevato di welfare. Tra quelle con livello base invece è diminuito del 15%. Allo stesso modo, l’indice di redditività (utile / fatturato) è cresciuto di 2 punti percentuali tra le prime e di 0,4 p.p. tra le seconde.

L’esperienza del welfare aziendale potrà espandersi e dare un contributo rilevante al rinnovamento generale dei sistemi di welfare se le istituzioni pubbliche attiveranno partnership a tutti i livelli con le imprese, aiutandole a mettersi in rete e a costruire progetti condivisi con le altre aziende del territorio, con le strutture della sanità, dell’assistenza e dell’istruzione, con le organizzazioni del terzo settore.

 

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