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Uber Eats lancia Cart Assistant: l’AI che automatizza la spesa digitale

Uber Eats accelera sulla roadmap di integrazione dell’intelligenza artificiale e introduce “Cart Assistant”, una nuova feature AI in beta progettata per ridurre drasticamente il time-to-checkout nella spesa grocery. L’obiettivo dichiarato è chiaro: comprimere il customer journey da idea d’acquisto a carrello completato in pochi secondi, ottimizzando UX, personalizzazione e conversion rate.

La funzionalità è già disponibile nell’app. Dopo aver selezionato un negozio di alimentari, l’utente può attivare l’icona viola Cart Assistant e interagire con un chatbot in grado di popolare automaticamente il carrello. Il sistema accetta input testuali o immagini: liste scritte a mano, screenshot di ricette con ingredienti inclusi o semplici elenchi digitali vengono analizzati e trasformati in un basket coerente con l’assortimento del punto vendita.

Automazione del carrello e personalizzazione basata sui dati

Uno degli elementi chiave dell’architettura è la personalizzazione data-driven. Cart Assistant utilizza lo storico ordini per prioritizzare prodotti abituali – ad esempio specifici brand di latte o cereali – migliorando la pertinenza delle proposte e riducendo il cognitive load dell’utente. Una logica che si inserisce in una strategia più ampia di behavioral personalization e predictive ordering.

“Gli utenti ci hanno detto che desideravano un modo più rapido per fare la spesa, e sappiamo quanto il tempo sia prezioso,” ha dichiarato il CTO Praveen Neppalli Naga. “Cart Assistant ti aiuta a passare dall’idea al checkout in pochi secondi.” La value proposition è quindi centrata su efficienza operativa e frictionless experience, due KPI critici nel segmento quick commerce.

Competizione AI nel food delivery e grocery tech

L’introduzione di Cart Assistant si colloca in un contesto competitivo dove l’adozione di AI conversazionale è ormai uno standard emergente. Nel 2023 Instacart ha lanciato uno strumento di ricerca AI basato su OpenAI ChatGPT per suggerimenti personalizzati e discovery prodotti. Nello stesso anno DoorDash ha testato DashAI, chatbot dedicato alla semplificazione dell’ordinazione.

Parallelamente, sia Uber Eats sia DoorDash hanno integrato ChatGPT nei rispettivi ecosistemi. Nel caso di Uber Eats, gli utenti statunitensi possono esplorare ristoranti e menu direttamente all’interno di ChatGPT per poi finalizzare l’ordine sull’app proprietaria. DoorDash, invece, consente di generare meal plan completi e aggiungere automaticamente gli ingredienti necessari al carrello.

Già nel 2023 Bloomberg aveva anticipato lo sviluppo interno di un chatbot AI capace di interrogare l’utente su budget e preferenze alimentari per guidare l’ordine. Cart Assistant rappresenta quindi l’evoluzione concreta di quella visione.

Strategia AI full-stack per merchant e consumatori

L’iniziativa rientra in una strategia AI più ampia che coinvolge anche il lato merchant. Uber Eats sta implementando strumenti di generazione automatica di descrizioni menu, ottimizzazione fotografica dei piatti e sintesi intelligente delle recensioni, con l’obiettivo di aumentare discoverability e conversion rate per i partner.

Dal punto di vista strategico, l’AI diventa un layer infrastrutturale trasversale: migliora l’efficienza operativa, rafforza la retention tramite personalizzazione e crea barriere competitive attraverso l’integrazione verticale tra conversational interface e fulfillment.

In un mercato dove velocità, precisione e user experience sono driver primari di crescita, Cart Assistant posiziona Uber Eats come player aggressivo nella race all’AI-driven commerce, trasformando la spesa online in un processo sempre più automatizzato, predittivo e data-centric.

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