Italia nel ranking europeo delle startup hub: riconoscimenti e tanta strada da fare ancora

Il Financial Times, in collaborazione con Statista e Sifted, ha pubblicato la sua terza edizione della classifica “Europe’s Leading Startup Hubs 2026”, che analizza 180 hub europei attivi con programmi di incubazione o accelerazione e con almeno una sede fisica in Europa. Il ranking è costruito su valutazioni di alumni, esperti internazionali e metriche di successo delle startup supportate.
La graduatoria vede ancora una volta una netta predominanza delle realtà tedesche e francesi:
- UnternehmerTUM di Monaco mantiene la 1ª posizione, confermandosi come l’hub europeo di riferimento per il supporto alla nascita e alla crescita di startup.
- Germaniche o presenti nell’area tedesca sono anche Start2 Group (2ª) e BayStartUP (11ª) tra i top performer della classifica.
Dove si posizionano le realtà italiane?
Nel ranking 2026 compaiono diversi hub italiani, segno che il nostro ecosistema, pur con qualche distanza rispetto ai massimi vertici, è in crescita e in grado di competere su una platea ampia di poli europei:
- INHUSE – Innovation Hub South Europe si trova 18ª in classifica con un punteggio complessivo di 82.335. Classificato nella top 20 europea, è la prima realtà italiana nella graduatoria complessiva.
- FVB di Ancona si posiziona 27ª, con un punteggio di 80.819.
- Dock Startup Lab, struttura romana, è 33ª nella ranking generale.
- Motor Valley Accelerator, alla sua prima partecipazione, emerge nel “mezzo” della classifica europea, un risultato spesso descritto come “in the middle of the ranking ladder” in prospettiva di crescita futura.
Questi posizionamenti, pur non equiparabili ai primi 10 hub europei, sono importanti per l’Italia perché rappresentano una presenza riconosciuta in un contesto competitivo che comprende oltre 180 programmi valutati. Essere tra i primi 40 hub europei su una platea così ampia indica una capacità di erogare servizi di mentoring, networking e supporto alla crescita delle startup che non va sottovalutata.
Il ranking del Financial Times valuta gli hub su più dimensioni: qualità del mentoring, accesso alle reti professionali, infrastrutture disponibili, successo delle startup supportate e feedback degli alumni. La presenza italiana a ridosso della top 20 conferma che realtà come INHUSE e FVB hanno maturato competenze rilevanti, soprattutto nel settore tech e innovazione applicata.
Per esempio, INHUSE si distingue anche per la visibilità nei segmenti di mentoring e track record, posizionandosi bene tra i criteri specifici.
Il confronto con gli hub leader
Se confrontati con i poli europei di vertice, però, i numeri mostrano ancora un divario. Le prime posizioni sono dominate da hub che non solo hanno programmi strutturati di lungo periodo, ma anche una rete internazionale consolidata e una massa critica di startup di successo (come Celonis, FlixMobility e altri alumni di Network Top).
Questo non significa che l’Italia non abbia potenziale: significa piuttosto che il nostro ecosistema è in espansione, con poli regionali che stanno costruendo competenze specifiche ma che richiedono ancora investimenti, connessioni globali più profonde e capacità di attrarre fondi internazionali per scalare fino ai livelli di capofila europei.
Tra visibilità e crescita futura
La classifica “Europe’s Leading Startup Hubs 2026” del Financial Times non è un giudizio statico, ma uno strumento per capire dove si colloca l’ecosistema italiano nel contesto continentale. Le nostre realtà sono presenti, credibili e riconosciute, ma non dominanti: occupano posizioni solide nella seconda metà della top 40, un segnale di buona base di partenza e di margini di crescita importanti.
Per l’Italia, la sfida resta quella di rafforzare i collegamenti tra università, industria e investitori, sviluppare ecosistemi regionali più forti e attrarre startup internazionali. In questo senso, le posizioni conquistate da INHUSE, FVB, Dock Startup Lab e Motor Valley Accelerator sono segnali positivi — indicatori di un ecosistema che sta maturando e che può aspirare, nei prossimi anni, a scalare ancora più in alto nella classifica europea.





