Anthropic nel mirino di Washington
Anthropic ha ricevuto dalla Casa Bianca un ordine con tempi strettissimi: meno di 90 minuti per sospendere l’accesso ai suoi nuovi modelli di intelligenza artificiale, Fable 5 e Mythos 5. La motivazione indicata era la sicurezza nazionale. Dentro l’azienda, secondo quanto emerso dalla ricostruzione del New York Times, la comunicazione è diventata subito caotica.
I manager hanno iniziato a preparare i clienti a possibili interruzioni del servizio. Nei canali interni, però, le spiegazioni cambiavano. Prima il problema sembrava l’accesso ai modelli da parte di soggetti stranieri. Poi si è parlato di una vulnerabilità grave. La differenza non è marginale: nel primo caso il tema è export control, nel secondo è sicurezza tecnica del prodotto.
Dipendenti senza risposte
A sei giorni dalla direttiva, circa 3.000 dipendenti Anthropic non avevano ancora una spiegazione chiara. Alcuni si chiedevano se il caso potesse danneggiare una possibile quotazione in Borsa nel corso dell’anno. Altri cercavano indicazioni pratiche: cosa dire ai clienti enterprise, come spiegare il blocco, quale versione dei fatti considerare affidabile.
La domanda che circolava nelle chat interne era semplice: perché proprio Anthropic? Altre società AI hanno modelli con capacità simili, soprattutto nelle attività di code generation, debugging e analisi di vulnerabilità. Eppure l’attenzione politica si è concentrata sulla startup fondata da Dario Amodei, già finita in attrito con l’amministrazione Trump nei mesi precedenti.
Il precedente con il Pentagono
Il rapporto con Washington era già deteriorato prima del caso Fable 5 e Mythos 5. Anthropic e il Dipartimento della Difesa si erano scontrati su un contratto da 200 milioni di dollari per l’uso dell’AI in sistemi classificati. La disputa riguardava il modo in cui la tecnologia avrebbe potuto essere impiegata in ambito militare.
A febbraio, il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha definito Anthropic un “supply chain risk”. L’etichetta, di solito usata per indicare rischi per la sicurezza nazionale nella catena di fornitura, non era mai stata applicata a una società americana in quel modo. Anthropic ha fatto causa al governo per contestare la decisione. Il nuovo ordine sui modelli arriva quindi dentro un rapporto già teso, non come episodio isolato.
Perché Mythos preoccupa Washington
Il punto tecnico ruota attorno alle capacità cyber di Mythos. Anthropic lo ha presentato come un modello molto forte nell’individuazione di vulnerabilità software. Per i team di sicurezza questa è una funzione utile: trovare bug, spiegare perché una patch serve, generare test per verificare la correzione. Per un governo, però, lo stesso set di capacità può diventare un rischio se finisce nelle mani sbagliate.
È il classico problema dual use, ma applicato ai foundation model. Un sistema che aiuta un blue team a proteggere codice critico può anche aiutare un attore offensivo a capire dove colpire. La questione non è nuova nella cybersecurity. La novità è la scala: un modello avanzato può rendere queste attività più accessibili, più rapide e più ripetibili.
Il ruolo di Amazon
Nella vicenda compare anche Amazon, investitore rilevante di Anthropic e fornitore di una parte dell’infrastruttura computazionale usata dalla startup. Secondo la ricostruzione disponibile, ricercatori Amazon avrebbero scritto un paper preliminare su Fable 5 segnalando una debolezza del modello.
La vulnerabilità avrebbe permesso di convincere Fable 5 a indicare falle in specifiche porzioni di codice già vulnerabile. Amazon avrebbe poi discusso il documento con funzionari dell’amministrazione. Da lì, il caso sarebbe salito fino a un confronto più diretto con il Tesoro.
La lettura tecnica resta contesa. Alcuni funzionari Usa avrebbero giudicato i risultati preoccupanti. Esperti di cybersecurity consultati da Anthropic hanno invece sostenuto che quella capacità può servire soprattutto alla difesa. Eliminare del tutto una funzione di questo tipo significherebbe indebolire proprio l’uso legittimo del modello: aiutare sviluppatori e security team a chiudere falle prima che vengano sfruttate.
Il problema per i clienti enterprise
Per Anthropic, il danno potenziale non riguarda soltanto la politica. Riguarda la fiducia dei clienti. Chi integra modelli AI in workflow di sviluppo, security operation center, audit del codice o assistenza tecnica ha bisogno di stabilità contrattuale e continuità operativa. Un ordine governativo che blocca l’accesso in meno di due ore cambia la percezione del rischio.
Le aziende clienti devono chiedersi se un modello frontier statunitense possa essere spento o limitato per categorie di utenti, nazionalità o casi d’uso. È un tema pesante per i CIO e per i CISO, perché tocca vendor lock-in, business continuity, data governance e compliance. La qualità del modello conta, ma non basta. Serve sapere se quel modello sarà disponibile domani, con quali policy e sotto quale pressione regolatoria.
Il nuovo perimetro delle startup AI
Il caso Anthropic mostra quanto sia cambiato il mestiere delle startup AI. Fino a poco tempo fa la narrativa ruotava attorno a benchmark, round di investimento, costo per token e capacità agentiche. Ora entrano nel perimetro anche controlli sull’accesso, review governative, red teaming, audit trail, restrizioni per utenti esteri e rapporti diretti con la Casa Bianca.
La startup sta trattando con l’amministrazione per chiudere la disputa. Dario Amodei, secondo la fonte, partecipa al G7 in Francia mentre i suoi dirigenti cercano una soluzione con Washington. L’esito conta oltre Anthropic. Se Fable 5 e Mythos 5 diventano il precedente, ogni società che sviluppa modelli avanzati dovrà progettare la distribuzione come parte della sicurezza nazionale. Non dopo il lancio. Prima.
Fonte: The New York Times





