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Floky presenta il primo studio sul padel e moltiplica x10 il fatturato

Il padel è uno degli sport più praticati e in più rapida espansione al mondo: 1,5 milioni di giocatori in Italia, 20 milioni in Europa e 35 milioni a livello globale. Alla crescita dei praticanti si accompagna però un aumento degli infortuni da sovraccarico dell’arto superiore: polso, gomito e spalla sono le aree più colpite, con epicondilite e tendinopatie tra le problematiche più frequenti e una media di 2,75 infortuni ogni 1.000 ore di gioco. Le vibrazioni generate dall’impatto tra pallina e racchetta si propagano lungo l’arto superiore, entrando dal polso e trasmettendosi fino alla spalla. Più il sistema è rigido, maggiore è la trasmissione vibrazionale. Da questa evidenza nasce il percorso di ricerca di Floky, PMI innovativa bresciana che ha realizzato e pubblicato il primo studio biomeccanico al mondo sul padel, condotto direttamente in campo in collaborazione con Biomoove Lab.

La ricerca scientifica sul gesto tecnico

Lo studio ha coinvolto dieci giocatori amatoriali di livello medio-alto tra i 23 e i 48 anni, impegnati nell’esecuzione di dritto, rovescio e smash in condizioni controllate. Attraverso sensori applicati su polso e spalla sono state misurate vibrazioni e accelerazioni triassiali, sincronizzate con riprese video in slow motion, così da calcolare con precisione il decadimento vibrazionale tra le articolazioni. I risultati mostrano una riduzione media delle vibrazioni totali del 30,62% con l’utilizzo del manicotto biomeccanico No Strain Evolution rispetto al braccio nudo. Il dato più evidente riguarda lo smash, il gesto più stressante, dove si registra un assorbimento vibrazionale doppio e un conseguente dimezzamento dell’intensità delle vibrazioni, senza alcuna riduzione della forza espressa.

Mauro Testa, responsabile scientifico di Biomoove Lab.
Mauro Testa, responsabile scientifico di Biomoove Lab.

«Attraverso questa metodologia abbiamo osservato cosa accade realmente durante il gesto tecnico», spiega il dott. Mauro Testa, responsabile scientifico di Biomoove Lab. «I dati mostrano una riduzione significativa delle vibrazioni tra polso e spalla, misurata direttamente in campo. È la prima volta che un’azienda privata finanzia uno studio scientifico applicato al padel con questo livello di rigore».

Dall’analisi biomeccanica al tessuto attivo

No Strain Evolution nasce seguendo un processo rigoroso che rappresenta il cuore del modello Floky:

  1. Analisi del bisogno biomeccanico dell’atleta
  2. Studio scientifico e misurazione strumentale del problema
  3. Progettazione ingegneristica su basi biomeccaniche
  4. Integrazione della tecnologia brevettata direttamente nel tessuto
  5. Validazione oggettiva dei benefici in termini di prevenzione, recupero e performance.
Marco Coffinardi, ceo Floky
Marco Coffinardi, Founder e CEO di Floky.

«Per noi era fondamentale avere una validazione oggettiva», osserva Marco Coffinardi, fondatore e CEO di Floky. «I nostri prodotti poggiano sempre su basi scientifiche solide che forniscono evidenze misurabili. Studiamo il problema, progettiamo la soluzione su basi biomeccaniche e solo dopo realizziamo il dispositivo. È un approccio ingegneristico, non estetico».

Cuore del modello è la tecnologia brevettata Floky, che trasforma il tessuto in un dispositivo attivo capace di intervenire su prevenzione, recupero e performance.

Roberto Nembrini, Co-Founder e CSO di Floky.
Roberto Nembrini, Co-Founder e CSO di Floky.

«Il valore risiede nel beneficio reale che i nostri prodotti generano», aggiunge Roberto Nembrini, Co-Founder e CSO di Floky. «Beneficio che non è una promessa astratta, ma un parametro verificabile. Prevenzione degli infortuni, supporto biomeccanico, recupero più efficiente e miglioramento della performance sono dimensioni che Floky misura e valida attraverso studi e test. Quello che promettiamo si avvera. Ed è proprio questo il nostro principale driver di crescita».

Crescita internazionale

Grazie a questo approccio, negli ultimi tre anni il fatturato dell’azienda è cresciuto di dieci volte, passando da 700 mila euro nel 2023 a 7 milioni nel 2025, con una presenza commerciale in oltre 55 Paesi nel mondo. «Seguiamo sempre lo stesso schema: ricerca scientifica e tecnologica, sviluppo biomeccanico, validazione dei benefici», spiega Nembrini. «È questa coerenza che ci ha permesso di crescere a doppia cifra e di consolidare il nostro posizionamento internazionale».

Negli ultimi tre anni il fatturato dell’azienda è cresciuto di dieci volte, passando da 700 mila euro nel 2023 a 7 milioni nel 2025, con una presenza commerciale in oltre 55 Paesi nel mondo

Ambassador: la scelta dei campioni

Oltre 5.000 recensioni spontanee certificano la soddisfazione dei clienti, che scelgono Floky perché percepiscono concretamente il beneficio nel tempo. Non solo. Campioni come Agustín Tapia, Fernando Belasteguín, Mike Yanguas, Paula Josemaría Martín, Lorenzo Musetti, Sara Errani e Andrea Vavassori usano ormai stabilmente questi prodotti made in Brescia e hanno scelto di diventare ambassador perché riconoscono in essi un supporto reale, etico e misurabile.

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