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Mirta: la startup per gli artigiani della pelle che tutela e promuove il Made in Italy

Mirta: la startup per gli artigiani della pelle che tutela e promuove il Made in Italy

L’obiettivo di Mirta, startup dedicata al commercio degli articoli artigianali in pelle, è quello di proteggere un mercato di alta qualità dalle insidie della concorrenza sleale e dalle difficoltà intrinseche del commercio globale. Sappiamo bene quanto il Made In Italy sia amato e conosciuto in tutto il mondo, ma anche quanto soffrano i nostri artigiani a causa della contraffazione dilagante e delle difficoltà che si incontrano per esportare i propri prodotti all’estero. Uno dei problemi più importanti è legato ai prezzi, che devono essere allo stesso tempo concorrenziali e giusti, in modo da retribuire il duro lavoro dei pellettieri senza allontanare i clienti. Va anche detto che, quando si acquista un prodotto di pelle pregiata interamente realizzato a mano (e di fatto unico), un prezzo elevato è più che giustificato. Si tratta di artigianato di lusso.

Tecnologia e fair trade al servizio dell’artigianato

Mirta non è solo un e-commerce. Questo spazio online, aperto alle migliori botteghe italiane della pelle, consente ad artigiani, rigorosamente selezionati e qualificati, di vendere letteralmente in tutto il mondo. Entrando (virtualmente) in contatto diretto con i propri acquirenti, senza intermediari. Su Mirta chi acquista può anche conoscere la storia degli artigiani, attraverso pagine profilo dedicate a ciascuno di essi, con tanto di foto, biografie e video.

I prodotti sono realizzati in piccolissimi lotti in modo che la produzione sia sostenibile, evitando gli sprechi e assicurando ulteriormente l’unicità dell’acquisto. Tutto è rigorosamente fatto in Italia, dal disegno dell’articolo al processo di concia delle pelli.

Mirta è il primo marketplace dedicato ai prodotti artigianali di lusso: mette in contatto diretto gli artigiani italiani con i potenziali clienti di tutto il mondo

Come funziona il commercio targato Mirta

Su www.mirta.com vengono accettati tutti i principali sistemi di pagamento (compresi Apple e Google Pay) e molte valute, dal dollaro americano allo yen giapponese. E non ci sono limiti “fisici” alle spedizioni, che sono gratuite in tutto il mondo (è previsto un sovrapprezzo quando si richiede una spedizione rapida). Per entrare a far parte dei venditori è necessario contattare Mirta.

Il regolamento stilato dai fondatori consente solo agli artigiani che lavorano nel rispetto delle norme sulla sicurezza e sulla salute di vendere all’interno del marketplace. Secondo quanto specificato dalla piattaforma stessa, i prezzi sono “giusti” sia per l’artigiano sia per l’acquirente e liberi dalle logiche del mercato del lusso globale.

Come nasce Mirta

L’idea alla base di questa startup scaturisce dal desiderio di due giovani italiani, Martina Capriotti e Ciro di Lanno, cresciuti a stretto contatto con il mondo dell’artigianato e del lusso, di mettere le proprie competenze al servizio di prodotti di altissima qualità. Perché? Altrimenti rischierebbero di scomparire. L’ispirazione viene dal passato. E in particolare dalle piccole esposizioni di oggetti e abiti di lusso, durante le quali gli artigiani esibivano i propri prodotti a un gruppo selezionato di acquirenti. Accadeva nelle città della moda, come Milano o Parigi.

Gli artigiani da noi scelti sono maestri di tradizione, lavorazione della pelle e qualità della manifattura. Grazie a loro andiamo alla riscoperta di tutti quei principi che hanno dato prestigio all’Italia nel mondo del lusso, puntando su artigianalità, stile e ricercatezza, valori che tutto il mondo ci invidia e che troppo spesso non vengono apprezzati come dovrebbero nel nostro Paese” sottolinea Martina Capriotti, Co-founder di Mirta.

L’esperienza conta

Martina Capriotti è specializzata in fashion industry. Ha lavorato come consulente strategico all’interno di Boston Consulting Group per alcuni noti brand del lusso, viaggiando tra Milano, Seul e Tokyo. L’altro co-founder, Ciro Di Lanno, è cresciuto in una famiglia di artigiani nel Meridione. Dopo l’esperienza in Boston Consulting Group ha conseguito un Master di Business Administration a Stanford. “Mirta è il primo aggregatore di artigiani italiani nel mondo del lusso – dice Ciro Di Lanno. Il nostro obiettivo è quello di offrire loro la forza necessaria a competere sul mercato globale. Al marketing e alla logistica pensiamo noi, così gli artigiani sono liberi di concentrarsi esclusivamente su ciò che amano di più: creare il prodotto.”

Nel futuro di Mirta, oltre alle borse in pelle già in vendita sul marketplace, ci sono i piccoli articoli di pelletteria come portafogli, portachiavi, eccetera. Ma anche gioielli e articoli in seta.

 

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