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Sanzioni POS 2023, come cambia l’obbligo con la manovra di Bilancio

Sanzioni POS 2023, come cambia l’obbligo con la manovra di Bilancio

Addio alle sansioni pos per gli esercenti che rifiutano questa tipologia di pagamento quando gli importi sono piccoli. Il tetto dovrebbe salire a 60 euro.

L’obbligo di accettare il Pos per pagamenti di qualsiasi importo ha i giorni contati. La manovra di Bilancio sembra contraddistinguersi per un minore contrasto all’uso dei contanti rispetto a quanto promettevano gli esecutivi precedenti. Oltre all’innalzamento del tetto ai contanti, un’ulteriore conferma arriva con il sostanziale addio all’obbligo per gli esercenti di accettare i pagamenti elettronici anche per i micro importi. La scelta va incontro alle numerose richieste da parte delle associazioni di categoria, timorose che un simile obbligo possa erodere le marginalità delle operazioni di vendita di beni di piccolo importo, a causa del peso delle commissioni bancarie.

E così, nella bozza della Legge di Bilancio il governo sta portando a 60 euro la soglia oltre la quale scatterà l’effettiva sanzione per chi non accetta i pagamenti con il Pos.

Come cambia la legge sull’obbligo POS

Nell’articolo 69 della Manovra si legge infatti che “all’articolo 15, comma 4, del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, le parole: “di qualsiasi importo” sono sostituite dalle seguenti: “di importo superiore a sessanta euro“.

Diremo addio alle precedenti sanzioni sull’uso obbligatorio del POS

Ricordiamo che lo scorso 30 giugno sono teoricamente scattate le sanzioni in capo agli esercenti che non accettavano pagamenti in modalità elettronica, con la sola esenzione delle tabaccherie. La sanzione era pari a 30 euro, oltre al 4% dell’importo.

Obbligo POS: dieci anni di faticose riforme

A conferma di quanto sia annoso il tema, rammentiamo anche che a introdurre l’obbligo di utilizzo dei pagamenti elettronici fu il governo Monti, ben dieci anni fa. Solamente nel 2014, per,  un decreto fissò a 30 euro la soglia oltre la quale l’esercente era obbligatorio accettare pagamenti elettronici. La soglia era stata abbassata prima a 5 euro, e poi a zero.

Tuttavia, a mancare era sempre stata la sanzione da applicare agli esercenti che non avessero accettato pagamenti con il Pos. Una sanzione introdotta dal governo Draghi con decorrenza 30 giugno, e che sta già per vivere i suoi ultimi giorni. Il nuovo intervento disciplinerà le sanzioni ipotizzando la loro applicazione solo per importi superiori i 60 euro.

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