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SpaceX vola in Borsa con una quotazione da record

SpaceX ha chiuso il più grande debutto in Borsa mai registrato con un rialzo del 20% nel primo giorno di scambi, trasformando una delle società più osservate della Silicon Valley in un colosso quotato da oltre 2.000 miliardi di dollari. Le azioni della società fondata da Elon Musk hanno aperto a 150 dollari, sopra il prezzo di collocamento fissato a 135 dollari, e hanno terminato la seduta a 161,11 dollari.

Il risultato colloca SpaceX in una fascia di capitalizzazione normalmente riservata ai giganti tecnologici e supera, secondo i dati riportati nella fonte, il valore combinato di gruppi industriali storici come Walmart e General Motors. L’offerta ha raccolto 75 miliardi di dollari, una cifra superiore all’intero ammontare raccolto dalle altre Ipo statunitensi negli ultimi due anni secondo Renaissance Capital.

Il confronto più immediato è con Saudi Aramco, che nel 2019 aveva fissato il precedente riferimento globale con una valutazione di 1.700 miliardi di dollari e una raccolta superiore a 29 miliardi. SpaceX supera quel precedente per dimensione dell’operazione e per impatto simbolico sui mercati.

Musk diventa il primo trillionaire

Il balzo del titolo ha portato Elon Musk, 54 anni, oltre la soglia del trilione di dollari di patrimonio personale. Musk era già da tempo l’uomo più ricco al mondo, ma il superamento di questo livello modifica ulteriormente il peso economico e politico dell’imprenditore, già alla guida di Tesla e di altre società nel suo perimetro industriale.

La quotazione ha arricchito anche venture capitalist, fondi privati, investitori storici e dipendenti di SpaceX. Migliaia di lavoratori della società sono diventati milionari nel giro di una seduta, effetto tipico delle grandi quotazioni tech ma raramente visto su questa scala.

Musk ha seguito la giornata da Starbase, in Texas, dove ha celebrato il debutto con dipendenti, familiari, amici e investitori. Nel suo intervento ha ricordato le origini della società, fondata nel 2002 in un magazzino di El Segundo, in California, e ha ammesso di aver dato a SpaceX “meno del 10%” di probabilità di successo.

Dallo spazio all’intelligenza artificiale

La nuova SpaceX quotata non è più soltanto una società aerospaziale. Negli anni il gruppo ha cambiato l’economia dei lanci con razzi parzialmente riutilizzabili e ha costruito Starlink, la rete satellitare per la connettività internet. A febbraio, secondo quanto riportato dalla fonte, SpaceX ha acquisito xAI, la società di intelligenza artificiale di Musk che controllava anche la piattaforma social X.

L’operazione ha creato un conglomerato che unisce razzi, satelliti, AI, social media e infrastrutture digitali. È un perimetro industriale anomalo, difficilmente comparabile con le società quotate tradizionali. Per gli investitori, la scommessa riguarda la capacità di integrare business già operativi con progetti ad alto rischio, dagli AI data center in orbita alla fabbrica lunare, fino alla missione di lungo periodo: portare esseri umani su Marte.

Il capitale raccolto dall’Ipo sarà usato per rimborsare prestiti e finanziare questi programmi. La domanda centrale, per il mercato, è quanto di questa valutazione dipenda dai fondamentali attuali e quanto invece dalla capacità di Musk di vendere una traiettoria industriale estrema.

Numeri forti, ma conti sotto pressione

Il prospetto di quotazione mostra una società in forte crescita ma non priva di tensioni finanziarie. SpaceX ha registrato ricavi per 18,7 miliardi di dollari nell’ultimo esercizio, in aumento del 33% rispetto all’anno precedente. Nello stesso periodo ha però riportato una perdita di oltre 4,9 miliardi di dollari, contro un utile di 791 milioni nel 2024, principalmente per l’aumento della spesa legata all’intelligenza artificiale.

Il confronto con Meta è utile per capire la distanza tra valutazione e profilo economico. Meta, proprietaria di Facebook, Instagram e WhatsApp, vale poco più di 1.400 miliardi di dollari, ma genera ricavi e profitti molto più elevati: 201 miliardi di dollari di fatturato e 60,5 miliardi di utile nell’ultimo anno citato dalla fonte.

SpaceX ha collocato più di 555 milioni di azioni, pari a poco più del 4% del capitale. La scarsità relativa del flottante potrebbe alimentare volatilità nelle prossime settimane. La società ha cercato investitori istituzionali, high-net-worth individuals e retail, con una quota di investitori individuali pari a circa il 22,5% dell’offerta, un livello superiore alla media.

Un test per la nuova ondata AI

Il debutto di SpaceX può diventare il precedente operativo per le prossime grandi Ipo dell’intelligenza artificiale. OpenAI e Anthropic, valutate ciascuna vicino al trilione di dollari, osservano da vicino la reazione del mercato. Mai tre società da circa mille miliardi erano arrivate alla Borsa nello stesso anno.

Per l’ecosistema startup, il messaggio è netto: il mercato pubblico è disposto a riconoscere multipli enormi a società che combinano crescita, infrastruttura proprietaria e narrativa tecnologica globale. Ma questa disponibilità non elimina il rischio. Gli analisti di J.P. Morgan citati dal The New York times ricordano che le Ipo recenti hanno registrato in media un rialzo del 32% nel primo giorno, per poi scendere a una perdita del 26% dopo dodici mesi.

L’Ipo di SpaceX è quindi insieme un trionfo finanziario e un banco di prova. Se il titolo reggerà, il 2026 potrà essere ricordato come l’anno in cui spazio e AI sono entrati in una nuova fase di mercato. Se la valutazione dovesse comprimersi, il debutto resterà comunque un caso di scuola: la prova che, per alcune società, Wall Street è disposta a comprare non solo ricavi e margini, ma anche una visione industriale fuori scala.

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