FoodSeed 2026: 1,75 milioni per sette startup agrifoodtech
Sette startup, 1,75 milioni di euro di investimenti iniziali e un programma di accelerazione dedicato alle tecnologie per la filiera agroalimentare. Sono i numeri della quarta edizione di FoodSeed, l’acceleratore Foodtech della Rete Nazionale Acceleratori di CDP Venture Capital SGR, promosso e co-investito da Fondazione Cariverona, UniCredit ed Eatable Adventures, che ne cura anche la gestione operativa. Le nuove imprese sono state presentate il 27 ottobre durante il Demo Day di Verona, al termine di una selezione che ha coinvolto 225 candidature, il numero più elevato registrato dall’avvio del programma. La nuova cohort comprende cinque startup italiane e due fondate negli Stati Uniti, che apriranno una sede operativa in Italia. Le tecnologie sviluppate spaziano dalla robotica agricola all’intelligenza artificiale, fino agli ingredienti funzionali e alle piattaforme digitali per gli allevamenti.
Investimenti fino a 500 mila euro e oltre 20 milioni già raccolti
L’edizione 2026 introduce un incremento delle risorse destinate alle startup selezionate. L’investimento iniziale passa dai precedenti 170 mila a 250 mila euro per impresa, con la possibilità di accedere a finanziamenti follow-on fino a 500 mila euro per i progetti più promettenti. Il programma attinge alla dotazione complessiva di 15 milioni di euro della Rete Nazionale Acceleratori di CDP Venture Capital. Nei quattro anni di attività, FoodSeed ha valutato complessivamente 713 progetti e accelerato 28 startup, comprese quelle dell’attuale edizione. Le prime 21 imprese sostenute hanno raccolto oltre 20 milioni di euro durante e dopo il percorso di accelerazione, attivando più di 60 accordi commerciali e industriali. Cresce anche l’attrattività internazionale: il 49% delle candidature arriva dall’estero, con un incremento del 15,9% rispetto al ciclo precedente. Sul fronte della partecipazione femminile, il 38% delle startup candidate conta almeno una fondatrice, contro il 35% della precedente edizione. Tra le sette selezionate, tre hanno almeno una founder donna.
Robotica, biopesticidi e guida autonoma: le innovazioni per l’agricoltura
Tra le startup selezionate figura Agrisky, realtà romana che sviluppa AGRI-EYE, uno scanner robotico autonomo per il monitoraggio continuativo delle coltivazioni in serra. Il sistema utilizza l’indice di vegetazione NDVI e algoritmi proprietari di intelligenza artificiale per individuare precocemente stress idrici e patologie, con un’accuratezza dichiarata del 99,4%. Da Torino arriva Altered Materials, spin-off del Politecnico e dell’Università di Torino, specializzato in nanocapsule biodegradabili per il rilascio mirato di biopesticidi naturali. La tecnologia punta a limitare la dispersione dei principi attivi e ridurre la frequenza dei trattamenti agricoli. Anostra, con sede all’Aquila, propone invece una piattaforma hardware e software plug & play per la guida autonoma dei macchinari agricoli. La soluzione funziona senza infrastrutture RTK o reti esterne e, secondo quanto comunicato dalla startup, permette ai costruttori di ridurre del 50% i tempi di sviluppo dei sistemi autonomi.
Ingredienti funzionali e conservazione alimentare: le soluzioni foodtech
Sul versante dell’innovazione alimentare, Looops, startup di Bolzano, ha sviluppato BITELOOP, un ingrediente funzionale ricavato dalla fermentazione di riso spezzato. La soluzione consente di ridurre il contenuto di zucchero di circa il 30%, preservando gusto e consistenza e arricchendo gli alimenti di fibre, proteine e micronutrienti. NewOil Technologies, spin-off del Politecnico di Torino, ha brevettato una tecnologia per trasformare oli vegetali liquidi in oleogel auto-strutturanti clean label. L’obiettivo è sostituire grassi saturi tropicali e additivi sintetici, ottenendo una riduzione fino all’80% dei grassi saturi. La startup ha già sottoscritto tre Letters of Interest e sei accordi di riservatezza. Migma, fondata negli Stati Uniti, applica intelligenza artificiale e chimica molecolare alla progettazione di formulazioni antiossidanti personalizzate. La piattaforma analizza combinazioni tra oltre 60 mila antiossidanti noti, riducendo da mesi a settimane il processo di selezione e validazione delle formulazioni più promettenti.
MooNitoring porta i dati degli allevamenti nell’agrifinance
La settima startup è MooNitoring, fondata negli Stati Uniti e con sede operativa in Veneto. La società sviluppa una piattaforma di data analytics per il settore lattiero-caseario, progettata per integrare informazioni provenienti da sistemi di mungitura, registri sanitari e laboratori. I dati vengono organizzati in un unico ambiente digitale, accessibile agli allevatori per ottimizzare la gestione produttiva. La stessa infrastruttura informativa può supportare compagnie assicurative e istituti finanziari nella valutazione del rischio e nella definizione di prodotti agrifinance personalizzati.
La collaborazione con ITAIH rafforza l’accelerazione industriale
Un elemento distintivo dell’edizione 2026 è la collaborazione con Italia Agrifood Innovation Hub (ITAIH). Tre delle sette startup selezionate, Agrisky, Altered Materials e NewOil Technologies, provengono dai programmi di incubazione dell’hub nazionale. Il collegamento consente ai progetti di proseguire dall’incubazione all’accelerazione, facilitando il confronto con partner industriali e potenziali clienti. L’ecosistema FoodSeed coinvolge anche Gruppo Amadori, Veronafiere, Accelerate for Impact Platform del CGIAR e Università degli Studi di Verona, insieme ad altri partner tecnologici e industriali. Per Stefano Molino, Responsabile del Fondo Acceleratori di CDP Venture Capital, FoodSeed ha contribuito alla trasformazione sostenibile della filiera agroalimentare attraverso collegamenti tra ricerca, imprese e innovazione. Alberto Barbari, Regional VP Europe di Eatable Adventures, ha invece richiamato il valore della continuità tra incubazione e accelerazione per accompagnare le startup verso il mercato. Con il batch 2026, FoodSeed concentra così nuove risorse su tecnologie che affrontano problemi produttivi concreti, dalla gestione delle colture alla formulazione degli alimenti.





