
Trasformare le acque reflue già trattate in una nuova fonte di acqua potabile. È l’obiettivo del progetto sviluppato a Québec City da GF e H₂O Innovation nell’ambito dell’iniziativa “Carrefour de l’Eau”.
Le due aziende lo presentano come il primo progetto canadese capace di spingere il riutilizzo dell’acqua fino a livelli di potabilità. Il sistema è installato all’interno di un rimorchio containerizzato, autonomo e automatizzato, collocato accanto a un impianto municipale per il trattamento delle acque reflue.
Una parte dell’effluente viene intercettata prima della restituzione all’ambiente e sottoposta a un processo aggiuntivo di depurazione. L’obiettivo è verificare sul campo la fattibilità tecnica del riuso potabile e raccogliere dati utili per applicazioni future, sia municipali sia industriali.
Ultrafiltrazione, osmosi inversa e raggi UV
Il trattamento combina tre tecnologie: ultrafiltrazione, osmosi inversa e ossidazione avanzata mediante raggi ultravioletti, indicata con l’acronimo UVAOP.
L’ultrafiltrazione rimuove particelle sospese e microrganismi attraverso membrane selettive. L’osmosi inversa interviene successivamente sui contaminanti disciolti, mentre il trattamento UVAOP degrada le sostanze organiche più difficili da eliminare con i processi convenzionali.
Secondo le aziende coinvolte, questa configurazione permette di intervenire anche sui microinquinanti persistenti, compresi i PFAS. Questi composti, utilizzati in numerose applicazioni industriali e di consumo, sono oggetto di crescente attenzione per la loro resistenza alla degradazione e per la capacità di permanere a lungo nell’ambiente.
Il progetto serve quindi anche a valutare l’efficacia di una treatment chain avanzata in condizioni operative reali, senza dipendere dalla presenza continua di tecnici sul posto.
Automazione per un funzionamento continuo
La componente di automazione è centrale nell’architettura dell’impianto. Il rimorchio è progettato per operare 24 ore su 24 e sette giorni su sette, anche da remoto.
GF fornisce soluzioni per la gestione e il controllo dei fluidi, tra cui la Ball Valve 546 Pro e l’attuatore pneumatico PPA. I componenti regolano il flusso dell’acqua nelle diverse fasi del trattamento e devono garantire precisione e continuità operativa anche in assenza di personale.
Per Antoine Walter, Senior Business Development Manager di GF, automazione, connettività e affidabilità possono rendere accessibili processi di trattamento avanzato anche attraverso strutture decentralizzate. Il formato mobile riduce inoltre la necessità di costruire subito un nuovo impianto permanente, consentendo test, dimostrazioni e attività di ricerca in più contesti.
Il laboratorio accanto all’impianto municipale
Québec City tratta ogni giorno circa 400.000 metri cubi di acque reflue domestiche e industriali attraverso due impianti municipali. Una volta depurata, l’acqua viene normalmente restituita al fiume San Lorenzo.
Il progetto di GF e H₂O Innovation preleva una piccola frazione di questo volume e la sottopone al trattamento supplementare. La scala è sperimentale, ma il modello può fornire indicazioni sulla progettazione di sistemi più grandi o destinati ad applicazioni specifiche.

Alexis Morisette, Project Manager di H₂O Innovation, descrive il rimorchio come un laboratorio tecnologico installato direttamente accanto all’impianto. Oltre alle attività di ricerca, la struttura ha una funzione divulgativa: cittadini, operatori e visitatori possono osservare il processo e comprendere in modo concreto come funziona il riuso idrico.
Una partnership oltre la fornitura di componenti
La collaborazione tra GF e H₂O Innovation nasce da un rapporto industriale già esistente, ma nel progetto canadese assume una dimensione più ampia.
Guillaume Clairet, Chief Operating Officer di H₂O Innovation, ha spiegato che GF non è coinvolta soltanto come fornitore di apparecchiature. Le due aziende condividono l’obiettivo di portare il riutilizzo dell’acqua nelle pratiche ordinarie di trattamento, trasformando la collaborazione commerciale in una partnership tecnologica.
Derrick Brown, Managing Director Canada di GF, ha richiamato la necessità di recuperare più acqua nei processi industriali e nei settori caratterizzati da consumi elevati. Il rimorchio, secondo Brown, deve dimostrare che l’effluente può essere considerato una risorsa da trattare e reimmettere nel ciclo di utilizzo.
Dal progetto pilota a un modello replicabile
La decentralizzazione è uno degli aspetti più interessanti dell’iniziativa. Un sistema containerizzato può essere installato vicino alla fonte dell’acqua da recuperare, limitando le infrastrutture necessarie per il trasporto e adattando il trattamento alla qualità dell’effluente disponibile.
Questa impostazione può trovare spazio in municipalità, siti industriali, aree remote o territori sottoposti a stress idrico. Prima di una diffusione su scala commerciale restano da valutare costi energetici, capacità produttiva, manutenzione delle membrane e requisiti normativi per l’uso potabile.
Il progetto di Québec City permette però di trasferire il confronto dal piano teorico a quello operativo. Il sistema produce dati, misura le prestazioni delle tecnologie e mostra come un impianto automatizzato possa inserirsi accanto a infrastrutture già esistenti.
GF punta sulle Flow Solutions
GF è un gruppo svizzero attivo nelle soluzioni per il trasporto e la gestione di acqua e altri fluidi nei settori dell’edilizia, dell’industria e delle infrastrutture.
L’azienda conta circa 13.300 dipendenti in 46 Paesi. Nel 2025, il settore Flow Solutions ha generato un fatturato di 3 miliardi di franchi svizzeri. GF è quotata alla Borsa svizzera SIX.
Con il progetto canadese, il gruppo collega le proprie competenze nei sistemi di tubazioni e nell’automazione a un’applicazione concreta di economia circolare dell’acqua. Per H₂O Innovation, l’impianto è invece una piattaforma di ricerca e dimostrazione sulla quale costruire nuovi casi d’uso per il riutilizzo idrico nel mercato nordamericano.





