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Anthropic acquisisce Vercept e rafforza Claude

Anthropic accelera la propria strategia sugli AI agent con l’acquisizione di Vercept, startup di Seattle specializzata in strumenti per task agentici complessi. L’operazione, annunciata mercoledì, arriva a poche settimane dall’acquisto di Bun, coding agent engine integrato per scalare Claude Code, e conferma una roadmap industriale chiara: rafforzare l’infrastruttura tecnologica e il capitale umano dietro Claude.

Vercept si era posizionata come uno dei player emergenti nella ridefinizione del personal computing in chiave agentica. Il suo prodotto principale, Vy, era un computer-use agent in cloud capace di operare su un Apple MacBook remoto, abilitando flussi di lavoro automatizzati su ambienti desktop reali. Una proposizione che intercetta uno dei trend più rilevanti del settore: il passaggio da chatbot conversazionali a sistemi agentici in grado di eseguire task end-to-end in ambienti software complessi.

Come parte dell’accordo, il prodotto Vy verrà dismesso il 25 marzo. Una scelta che segnala chiaramente la natura dell’operazione: più che un’acquisizione di prodotto, si tratta di un’acqui-hire mirata all’integrazione di talenti e know-how all’interno della struttura di Anthropic.

Le radici nel network dell’Allen Institute e l’incubatore A12

Vercept era una delle realtà più visibili dell’ecosistema AI di Seattle, con forti legami con l’Allen Institute for AI (AI2). La startup era infatti passata dall’incubatore A12, spin-off focalizzato sull’intelligenza artificiale nato dall’esperienza pluriennale di AI2, e diversi co-founder avevano precedenti esperienze come ricercatori nell’istituto.

Tra i fondatori figurano Kiana Ehsani (CEO), Luca Weihs e Ross Girshick, che entreranno a far parte di Anthropic a seguito dell’operazione. Non tutti i co-founder, tuttavia, seguiranno questo percorso.

Un nome di rilievo è quello di Oren Etzioni, figura storica dell’ecosistema tecnologico di Seattle, professore alla University of Washington e già founding leader dell’Allen Institute for AI. Etzioni, indicato in passato come co-founder e investitore di Vercept, non entrerà in Anthropic e ha espresso pubblicamente delusione per l’esito dell’operazione.

Altro nome chiave legato alla storia di Vercept è Matt Deitke, ricercatore AI che lo scorso anno aveva fatto notizia per aver negoziato un contratto da 250 milioni di dollari con Meta per unirsi al Superintelligence Lab. Anche Deitke non farà parte del team integrato in Anthropic, pur congratulandosi pubblicamente con i colleghi.

50 milioni raccolti e una cap table di alto profilo

Sul piano finanziario, Vercept aveva raccolto complessivamente 50 milioni di dollari, secondo quanto dichiarato dalla CEO Kiana Ehsani in un post su LinkedIn che annunciava l’acquisizione. La startup aveva comunicato nel gennaio precedente un seed round da 16 milioni di dollari.

Vercept aveva raccolto complessivamente 50 milioni di dollari, secondo quanto dichiarato dalla CEO Kiana Ehsani in un post su LinkedIn che annunciava l’acquisizione.

Lead investor era Seth Bannon di A12, membro del board, mentre la lista di angel investor rappresentava un vero e proprio “who’s who” dell’AI globale: Eric Schmidt, Jeff Dean di Google DeepMind, Kyle Vogt (fondatore di Cruise) e Arash Ferdowsi (co-founder di Dropbox), tra gli altri.

Una cap table di questo calibro evidenzia quanto fosse elevata la percezione di potenziale attorno alla startup. Il fatto che una realtà con una simile dotazione di capitale venga assorbita dopo poco più di un anno di attività operativa sottolinea la pressione competitiva e la rapidità con cui si muove il mercato degli AI agent.

Le tensioni tra investitori e il dibattito sul go-to-market

L’operazione ha generato un acceso confronto pubblico tra investitori. In un post su LinkedIn, Etzioni ha criticato la gestione strategica, sostenendo che Vercept avrebbe dovuto rafforzare il team business e attribuendo parte della responsabilità al lead investor. Seth Bannon ha replicato difendendo il lavoro dei founder e definendo l’exit un risultato che “molti potrebbero solo sognare”.

Al di là delle schermaglie pubbliche, l’episodio mette in luce una dinamica strutturale del mercato AI: la difficoltà di trasformare rapidamente eccellenza tecnica e ricerca avanzata in execution commerciale sostenibile. In un contesto dominato da hyperscaler e foundation model provider con risorse quasi illimitate, le startup deep tech si trovano spesso di fronte a una scelta binaria: scalare autonomamente con ulteriore capitale e rischio, oppure integrarsi in piattaforme più grandi.

Le startup deep tech si trovano spesso di fronte a una scelta binaria: scalare autonomamente con ulteriore capitale e rischio, oppure integrarsi in piattaforme più grandi

La strategia di Anthropic sugli agent

Per Anthropic, l’operazione appare coerente con un positioning sempre più orientato agli AI agent. Dopo aver consolidato Claude come large language model di riferimento in ambito enterprise, l’azienda sta investendo su toolchain, orchestration layer e capacità di computer use.

L’integrazione di competenze sviluppate attorno a Vy potrebbe rafforzare le capacità di Claude in ambito desktop automation, RPA evoluta e workflow execution multi-step, aree in cui la differenziazione non si gioca solo sulla qualità del modello linguistico, ma sull’integrazione sistemica con ambienti software reali.

Secondo quanto dichiarato da Kiana Ehsani, la scelta di unirsi ad Anthropic è stata dettata dalla volontà di accelerare la visione condivisa: “Costruire in modo indipendente verso la stessa visione in due versioni separate, oppure unire le forze con un team incredibile e accelerare quella visione nella realtà”. Una dichiarazione che riflette la logica di consolidamento in atto nel settore.

Consolidamento e corsa al prossimo campione AI

L’acquisizione di Vercept si inserisce in una fase di forte consolidamento del mercato AI. La competizione per attrarre talenti di ricerca di alto livello è diventata uno degli asset strategici principali. Anthropic, che non ha reso noti i termini economici dell’accordo, dimostra di voler competere non solo sul piano tecnologico, ma anche su quello dell’acquisizione di capitale umano.

Etzioni ha dichiarato di aver ottenuto un ritorno positivo sull’investimento, pur esprimendo rammarico per la chiusura dell’avventura indipendente della startup dopo poco più di un anno, nonostante la trazione iniziale e il team di alto profilo.

Il messaggio di fondo è chiaro: nella corsa al prossimo grande vincitore dell’intelligenza artificiale, anche startup con funding significativo e backing eccellente possono scegliere (o essere costrette) a integrarsi in piattaforme più grandi. Per Anthropic, l’operazione rappresenta un ulteriore tassello nella costruzione di un ecosistema Claude sempre più orientato all’automazione intelligente. Per l’ecosistema di Seattle, è un segnale della maturità – e della crescente pressione competitiva – del comparto AI globale.

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