
Il mercato europeo delle auto elettriche continua a crescere a ritmi sostenuti. Ad aprile nei 16 principali mercati monitorati dall’European Alternative Fuels Observatory sono state immatricolate 201.986 vetture full electric, con un incremento del 34,1% rispetto allo stesso periodo del 2025. La quota delle BEV sul totale delle nuove registrazioni ha raggiunto il 22,5%, consolidando una dinamica che ormai porta l’elettrico oltre un’auto nuova su cinque in Europa.
Il dato assume un peso ancora maggiore se osservato nella prospettiva annuale. Nei primi quattro mesi del 2026 le immatricolazioni di auto completamente elettriche hanno superato quota 740 mila unità. Secondo le stime riportate in una nota diffusa da Polestar, questa crescita contribuisce anche alla riduzione della dipendenza energetica europea, con un risparmio vicino ai 3 milioni di barili di petrolio all’anno.
L’elettrico entra nella fase di maturità
Per anni il mercato delle BEV è stato raccontato come una nicchia sostenuta soprattutto da incentivi pubblici e early adopter. I numeri del 2026 raccontano invece una fase diversa. La crescita continua nonostante la progressiva riduzione di alcuni programmi di sostegno in diversi Paesi europei e mostra un mercato che inizia a reggersi sempre più su disponibilità di prodotto, infrastrutture e competitività tecnologica.
La diffusione delle piattaforme elettriche di nuova generazione, insieme alla maggiore autonomia media e a tempi di ricarica più contenuti, sta cambiando il profilo del consumatore europeo. Le auto elettriche non sono più percepite esclusivamente come una scelta ambientale, ma come un’alternativa concreta anche sul piano economico e dell’esperienza d’uso.
In parallelo, la pressione normativa europea continua a spingere l’intero settore automotive verso la decarbonizzazione. I target sulle emissioni e il percorso verso lo stop alla vendita di auto termiche previsto nei prossimi anni stanno accelerando gli investimenti dei costruttori, che ormai concentrano buona parte della ricerca e sviluppo sulle piattaforme EV.
Italia protagonista della crescita
Tra i mercati europei, il dato più rilevante arriva dall’Italia. Secondo quanto riportato da Polestar, il mercato italiano registra la crescita più elevata del continente, con immatricolazioni di vetture elettriche in aumento del 97,2% dall’inizio dell’anno.
Un risultato che fino a pochi anni fa sarebbe stato difficile da immaginare. L’Italia è stata a lungo considerata uno dei mercati europei più lenti nella transizione elettrica, frenata da prezzi elevati, infrastrutture insufficienti e forte dipendenza dal motore endotermico.
Nel 2026 il quadro appare diverso. La crescita dell’offerta nei segmenti compatti, la diffusione delle formule di noleggio e leasing e una maggiore copertura delle reti di ricarica stanno contribuendo ad accelerare il mercato. Anche il canale flotte aziendali continua ad avere un ruolo decisivo nell’espansione delle immatricolazioni BEV.
Resta però un mercato ancora distante dai livelli assoluti di Paesi come Germania, Regno Unito o Norvegia. La differenza è che oggi l’Italia mostra uno dei tassi di accelerazione più elevati d’Europa, segnale di un mercato che sta recuperando terreno rapidamente.
Polestar cresce insieme al mercato
Nel contesto di espansione del settore, Polestar utilizza questi dati per leggere l’evoluzione della domanda europea. Il marchio svedese ha registrato un aumento globale delle vendite retail del 7% nel primo trimestre del 2026 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. In Italia la crescita delle immatricolazioni ha raggiunto l’80%.
La casa automobilistica, controllata dal gruppo Volvo-Geely, continua a posizionarsi nel segmento premium elettrico con una gamma composta da Polestar 2, Polestar 3, Polestar 4 e Polestar 5. Nei prossimi anni è previsto anche il lancio della Polestar 7, SUV compatto atteso nel 2028.
Secondo Elettra Benelli, Managing Director di Polestar Italia, la crescita del comparto dimostra come il mercato elettrico abbia ormai superato la fase sperimentale.
“Questa crescita dimostra quanto l’elettrico non sia un progetto futuro ma una realtà già presente in continuo divenire”, ha dichiarato Benelli. “Continuare a lavorare con fiducia in questa direzione è la garanzia di una transizione sostenibile e di qualità.”
La partita ora si gioca su prezzi e infrastrutture
La crescita delle immatricolazioni non elimina però le criticità strutturali del mercato europeo dell’elettrico. Il nodo principale resta quello del prezzo. Nonostante la riduzione dei costi delle batterie negli ultimi anni, molte vetture BEV continuano ad avere listini superiori rispetto alle equivalenti termiche.
La competizione dei produttori cinesi sta aumentando la pressione sui marchi europei, soprattutto nei segmenti entry level. Parallelamente, l’industria europea sta cercando di rafforzare la produzione locale di batterie per ridurre la dipendenza asiatica e mantenere competitività industriale.
Anche la rete di ricarica resta un elemento decisivo. Nei grandi centri urbani europei la situazione è migliorata sensibilmente, ma persistono differenze territoriali importanti, soprattutto nel Sud Europa. L’espansione delle colonnine HPC e l’integrazione con le reti energetiche nazionali saranno uno dei fattori chiave per sostenere la crescita dei prossimi anni.
Un mercato che cambia l’industria europea
Il dato più significativo emerso nei primi mesi del 2026 è probabilmente la stabilità della crescita. Il mercato europeo dell’elettrico non sembra più dipendere da fiammate temporanee o da incentivi occasionali. La traiettoria appare ormai strutturale e coinvolge l’intera filiera automotive, dalla produzione industriale alle infrastrutture energetiche.
Per i costruttori europei la sfida non riguarda più soltanto la conversione tecnologica, ma anche la capacità di mantenere margini e competitività in un mercato sempre più affollato. Per i consumatori, invece, l’auto elettrica sta diventando progressivamente una scelta normale. Ed è forse questo il segnale più importante arrivato dai numeri di aprile.





