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Mettersi in proprio con l’elicicoltura

Mettersi in proprio con l’elicicoltura

L'elicicoltura è l'allevamento delle chiocciole. Un settore che in Italia ha ancora poca concorrenza

Se abbiamo esperienza nel settore agroalimentare e non abbiamo paura di “sporcarci le mani” prendiamo in considerazione l’idea di avviare un allevamento di chiocciole.
La richiesta di chiocciole (fresche, surgelate o in conserva) e dei sottoprodotti che derivano dal loro allevamento (uova e bava) c’è e le aziende di elicicoltura attive ad oggi in Italia sono ancora relativamente poche per soddisfare il fabbisogno interno (anche se il loro numero è in crescita).

Rispetto ad altri animali, le chiocciole non hanno esigenze particolari. Dovremo stare attenti a:

  • terreno, che deve essere preferibilmente calcareo (ricco di calcio e ben drenato)
  • disponibilità di acqua, che deve essere abbondante
  • alimentazione, a base di vegetali freschi (ravizzone, colza, cavoli, broccoli, radicchi…) eventualmente integrata da mangimi bilanciati

Esistono due tipologie di allevamento: all’aperto o al chiuso. La prima prevede di allevare le chiocciole in un recinto all’aperto per tutto l’anno oppure di separare le chiocciole che stanno ingrassando da quelle in riproduzione. L’allevamento al chiuso, invece, prevede che le chiocciole vivano in serra: questa scelta le protegge dagli attacchi dei predatori e da condizioni climatiche avverse, ma è più costosa di quella all’aperto e può dare problemi legati a umidità e temperatura. Gli esperti consigliano di scegliere l’allevamento all’aperto in un unico recinto tutto l’anno perché favorisce una crescita più rapida dell’animale ed è di più facile gestione.

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