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OpenAI e Cerebras: accordo miliardario per calcolo AI

OpenAI ha annunciato un accordo pluriennale con il produttore di chip per l’intelligenza artificiale Cerebras per la fornitura di capacità computazionale su larga scala. L’intesa, resa pubblica mercoledì, prevede l’erogazione di 750 megawatt di potenza di calcolo a partire dal 2025 fino al 2028, con un valore complessivo che supera i 10 miliardi di dollari secondo fonti citate da TechCrunch e confermate da Reuters.

Velocità e inferenza in tempo reale

Entrambe le aziende hanno chiarito che l’obiettivo principale dell’accordo è migliorare la velocità di risposta dei servizi di OpenAI per clienti enterprise e consumer. In un post ufficiale sul proprio blog, OpenAI ha spiegato che i sistemi di Cerebras permetteranno di accelerare workload che oggi richiedono tempi di elaborazione più lunghi, in particolare nei contesti di inferenza avanzata.

Andrew Feldman, co-founder e CEO di Cerebras, ha paragonato questo passaggio a un cambiamento infrastrutturale di portata storica: “Così come la banda larga ha trasformato Internet, l’inferenza in tempo reale trasformerà l’intelligenza artificiale”. Una dichiarazione che sottolinea il posizionamento strategico di Cerebras come fornitore di soluzioni hardware specializzate, alternative alle architetture GPU tradizionali.

Cerebras e la sfida alle GPU tradizionali

Fondata oltre dieci anni fa, Cerebras ha visto crescere in modo significativo la propria rilevanza a partire dal 2022, con l’esplosione dell’AI generativa innescata dal lancio di ChatGPT. L’azienda è nota per i suoi wafer-scale engine, chip progettati specificamente per carichi di lavoro AI, che secondo la società offrono performance superiori rispetto ai sistemi basati su GPU, come quelli di Nvidia, soprattutto in termini di latenza e throughput.

Questa specializzazione rende Cerebras particolarmente adatta a casi d’uso di inferenza a bassa latenza, un ambito sempre più critico per applicazioni conversazionali, agenti AI e sistemi real-time che richiedono risposte quasi istantanee.

IPO rimandata, ma la crescita continua

Sul fronte finanziario, Cerebras aveva presentato documentazione per un’IPO nel 2024, salvo poi rimandare più volte l’operazione. Nonostante ciò, la società ha continuato a raccogliere capitali in modo aggressivo. Proprio nei giorni scorsi è emersa la notizia di colloqui in corso per un nuovo round da circa un miliardo di dollari, a una valutazione stimata di 22 miliardi.

Un elemento rilevante è il rapporto preesistente tra le due aziende: il CEO di OpenAI, Sam Altman, è già investitore in Cerebras e in passato OpenAI aveva persino valutato un’acquisizione del chipmaker, a conferma della rilevanza strategica della tecnologia sviluppata.

Una strategia di compute sempre più diversificata

Nel comunicato di OpenAI, Sachin Katti ha definito l’approccio dell’azienda al compute come la costruzione di un “portfolio resiliente”, in grado di abbinare i sistemi più adatti ai diversi workload. In questo contesto, Cerebras rappresenta una soluzione dedicata all’inferenza a bassa latenza, complementare ad altre infrastrutture già in uso.

Secondo Katti, questa integrazione consentirà “risposte più rapide, interazioni più naturali e una base più solida per scalare l’AI in tempo reale verso un pubblico sempre più ampio”. Un messaggio che riflette una tendenza chiave del settore: la corsa non è solo verso modelli più grandi, ma verso infrastrutture capaci di renderli utilizzabili, affidabili e immediati su scala globale.

Con questo accordo, OpenAI consolida ulteriormente il proprio vantaggio competitivo, mentre Cerebras si afferma come uno degli attori hardware più osservati nel panorama dell’intelligenza artificiale di nuova generazione.

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