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Primo lavoro, i giovani guardano all’estero

Il primo lavoro è diventato un passaggio più selettivo. Secondo il Barometro del primo impiego 2026 di LinkedIn Notizie, in Italia le assunzioni entry-level calano del 18,8% su base annua. Il dato resta però meno negativo rispetto ai ruoli senior, in flessione del 21,2%, e ai manager, giù del 20,4%. Il problema non è solo quantitativo. A livello globale, l’88% di chi entra nel mercato dichiara di non sentirsi preparato. Il primo lavoro, quindi, non dipende più soltanto dal titolo di studio, ma dalla capacità di rendere visibili competenze operative, progetti, strumenti usati e risultati ottenuti.

A livello globale, l’88% di chi entra nel mercato dichiara di non sentirsi preparato

Content producer guida i ruoli in crescita

Tra i lavori con la crescita più significativa per i neolaureati, LinkedIn indica al primo posto il content producer. Seguono event assistant, international sales specialist, ingegnere AI e coordinatore di eventi. La classifica include anche responsabile clienti, ingegnere aerospaziale, tecnico del controllo qualità, assistente legale e contabile fiscale.

Il job title conta, ma pesa sempre di più lo stack di competenze.

Per startup, scaleup e PMI innovative il dato è interessante: il primo lavoro non passa solo da ruoli tecnici puri. Crescono profili ibridi, capaci di combinare contenuti, vendite, customer management, eventi, strumenti digitali e AI. Il job title conta, ma pesa sempre di più lo stack di competenze.

PA, media e servizi finanziari attirano i giovani

Le opportunità per chi cerca il primo lavoro si concentrano soprattutto in Pubblica Amministrazione, intrattenimento, servizi ai consumatori, IT & media e servizi finanziari. Il rallentamento delle assunzioni resta diffuso, ma con intensità diverse: entertainment arretra del 6,4%, accommodation & food services dell’11,5%, mentre education e healthcare registrano cali più forti, rispettivamente del 31,2% e del 25,9%. Anche le funzioni professionali si muovono in modo disomogeneo. Risorse Umane e business development mostrano maggiore tenuta, con cali del 10% e dell’11,2%. Il marketing, invece, scende del 30,3%. Per chi entra ora nel mercato, la lettura corretta non è “un settore vale l’altro”, ma “serve capire dove la domanda è ancora viva”.

La mappa del primo lavoro cambia

Milano e Roma restano poli centrali, ma la geografia del primo lavoro si sta allargando. Padova è indicata come città più dinamica per le opportunità rivolte ai neolaureati. Firenze e Torino confermano un buon posizionamento, Bologna è sesta, mentre nessuna città del Sud appare nei primi posti. Questo dato ha una conseguenza diretta per le imprese: l’employer branding junior non può essere concentrato solo sui grandi hub. Università locali, distretti produttivi, community professionali e percorsi di stage strutturati diventano canali di recruiting veri, non attività accessorie.

Milano e Roma restano poli centrali. Bologna è sesta, mentre nessuna città del Sud appare nei primi posti

La Gen Z tiene, ma guarda all’estero

La Gen Z mostra una maggiore tenuta rispetto alle altre generazioni. Le assunzioni dei più giovani calano del 2,5%, contro il -27,4% dei Millennials e il -22,7% della Gen X. Anche le transizioni lavorative crescono dell’1,4% tra i più giovani, segnale di maggiore mobilità nei primi anni di carriera. Il nodo resta economico. Il 37% indica stipendi insufficienti rispetto al costo della vita, il 28% cita contratti brevi o instabili, mentre il 25% non trova opportunità nella propria città e valuta un trasferimento. Tra chi considera l’estero, il 48% cerca retribuzioni più alte, il 33% una migliore qualità della vita e il 28% maggiori opportunità di carriera.

Le red flag nelle offerte junior

I giovani sono più attenti alla qualità dell’offerta. Le principali red flag in un ruolo junior o in uno stage sono retribuzioni assenti o simboliche e scarsa trasparenza su stipendio, contratto e condizioni, entrambe indicate dal 24% degli intervistati. Seguono poca flessibilità, al 12%, e opportunità limitate di crescita e apprendimento, al 10%. Per le aziende, soprattutto quelle in crescita, il messaggio è operativo: una posizione junior vaga non funziona più. Servono range retributivi chiari, onboarding, feedback periodici, obiettivi leggibili e formazione reale. Il primo lavoro è anche un test sulla cultura aziendale.

Per chi assume, la sfida è offrire un ingresso credibile nel mercato, non uno stage mascherato da formazione.

Skill prima del titolo

Olga Farreras Casado, Career Expert di LinkedIn Italia, invita a scomporre anche i ruoli più nuovi in skill, così da renderli comprensibili a chi cerca lavoro e a chi assume. Michele Pierri, Responsabile di LinkedIn Notizie Italia, sottolinea invece come il percorso laurea, candidatura entry-level e crescita gerarchica sia oggi molto meno lineare. Il Barometro si basa su dati LinkedIn e su una ricerca Censuswide condotta nel marzo 2026 su 5.000 giovani tra 18 e 29 anni in Regno Unito, Stati Uniti, Francia, Germania, Italia e Spagna. Per chi cerca il primo lavoro, la priorità è costruire un profilo verificabile: progetti, tool, metriche, stage, attività extra-universitarie. Per chi assume, la sfida è offrire un ingresso credibile nel mercato, non uno stage mascherato da formazione.

Business Development Manager at Dynamo, Author Manuale di Equity Crowdfunding, Angel Investor in CrossFund, Journalist, Crowdfunding Marketing Strategist, Startup-News.it founder, IED Lecturer.

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