Gli hotel italiani valutano se installare colonnine guardando alle immatricolazioni nazionali, ma molti ospiti arrivano da mercati dove l’auto elettrica è molto più diffusa. È il messaggio portato da Stefania Menguzzato, Chief Financial Officer e Co-founder di Uattzy (il brand della ricarica pubblica di UAU S.r.l.), al TTG Travel Experience 2026 di Rimini, dove ha affrontato il rapporto tra mobilità elettrica, accoglienza e competitività del settore alberghiero. «Continuiamo a discutere dei numeri ancora modesti del mercato elettrico italiano, ma dimentichiamo che il nostro Paese attrae tanti turisti provenienti da aree geografiche in cui questa tecnologia è già una realtà consolidata», osserva Menguzzato. «Non possiamo misurare il bisogno di infrastrutture di ricarica e la qualità dei servizi offerti guardando soltanto alle immatricolazioni nazionali».
I numeri del mercato
Ad agosto 2026, la quota di mercato delle auto elettriche era del 7,1% in Italia, contro il 29,8% nel Regno Unito, il 32,5% in Germania e il 38,4% in Francia. Al 30 settembre il parco circolante italiano contava 454.437 auto elettriche pure. Sul fronte turistico, i dati Istat ci dicono che nel 2025 gli stranieri hanno generato il 55,3% delle presenze in Italia. La Germania è il primo mercato estero, con oltre 11,1 milioni di turisti nei primi nove mesi del 2025 (+4,9% sul 2024), secondo l’Ufficio Studi ENIT su dati Banca d’Italia.
Su Hilton.com la ricarica per auto elettriche è la dotazione con il più alto tasso di conversione
È interessante notare come la domanda vada nella stessa direzione: a luglio 2025, Jean Garris Hand responsabile globale per la sostenibilità di Hilton, indicava la ricarica per auto elettriche come la dotazione con il più alto tasso di conversione su Hilton.com.
La ricarica si sposta dove l’auto si ferma
È evidente che sia in atto uno spostamento strutturale della rete italiana. Il suolo privato ad accesso pubblico cresce a un ritmo quasi sei volte superiore a quello del suolo pubblico (+46,3% contro +8,2%) e rappresenta già il 38% delle location installate, questo secondo il Libro Bianco sulla mobilità elettrica di Motus-E, con dati al primo trimestre 2026. Le strutture ricettive sono, inoltre, tra le location in maggiore espansione (+63%). Nel complesso, al 30 giugno 2026 i punti di ricarica a uso pubblico erano 84.564, oltre 17.000 in più in dodici mesi, secondo il monitoraggio trimestrale dell’associazione.
Il suolo privato ad accesso pubblico cresce a un ritmo quasi sei volte superiore a quello del suolo pubblico
Il modello che si afferma è quello della ricarica come servizio integrato: l’ospite dell’albergo o del ristorante sfrutta la sosta per ricaricare, senza dedicare tempo aggiuntivo all’operazione. Il parcheggio di una struttura ricettiva acquista così un valore nuovo, perché può contribuire alla scelta dell’alloggio e, in alcune location, attirare anche automobilisti che non pernottano. Una struttura con ristorante, per esempio, grazie alla presenza di colonnine può intercettare clienti che desiderano solo fermarsi per una pausa durante il viaggio.
La guest experience comincia prima del check-in
Per chi viaggia in elettrico la possibilità di ricaricare può incidere sulla scelta dell’alloggio già in fase di prenotazione, ma la colonnina da sola non basta: il servizio deve essere facile da trovare, semplice da usare e affidabile. «Perché la guest experience comincia molto prima del check-in», sottolinea Menguzzato. «Chi organizza un viaggio vuole sapere di poter arrivare, parcheggiare e ricaricare senza difficoltà».
Se un servizio può orientare la scelta di un hotel, allora deve entrare automaticamente nella sua strategia commerciale.
Stefania Menguzzato
Il quadro è coerente con l’attenzione dei viaggiatori ai temi della sostenibilità: secondo il Sustainable Travel Report 2026 di Booking.com, condotto su 32.500 persone in 35 Paesi, l’85% degli intervistati considera importante viaggiare in modo più sostenibile. La ricarica non è tuttavia soltanto una questione di mobilità o di sostenibilità, ma una leva fortissima di accoglienza e competitività. «Se un servizio può orientare la scelta di un hotel, allora deve entrare automaticamente nella sua strategia commerciale», spiega Menguzzato. «Oggi gli hotel italiani competono su un mercato internazionale e devono prestare molta attenzione alle abitudini dei turisti che vogliono attrarre. La ricarica elettrica gestita professionalmente da operatori esperti è uno dei servizi attraverso i quali possono intercettare questa domanda».
Il ruolo del service provider
Per l’operatore che realizza e gestisce le infrastrutture, la sfida è garantire nel tempo un servizio semplice e affidabile. Spiega Alessandro Vigilanti, CEO e Co-founder di Uattzy: «Per un hotel la ricarica deve essere un asset, non un problema da gestire. Per questo lavoriamo come full service provider e seguiamo l’intero percorso, dalla progettazione all’installazione, dalla gestione alla manutenzione, garantendo alla struttura un unico interlocutore. Operiamo sia sulle infrastrutture che sviluppiamo e gestiamo direttamente sia su quelle che realizziamo per conto terzi, e questo ci porta a ragionare sempre tenendo bene in mente due punti di vista: quello di chi deve monetizzare l’investimento e quello dell’ospite che deve ricaricare facilmente e senza problemi».





