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Bilancio d’esercizio riclassificato: cos’è e come interpretarlo

Bilancio d’esercizio riclassificato: cos’è e come interpretarlo

Nella nostra precedente guida alla lettura del bilancio d’esercizio abbiamo ricordato come la maggior parte delle informazioni di maggiore utilità su tale documento non provenga dal conto economico e dallo stato patrimoniale come civilmente classificate, ma dal bilancio riclassificato, ovvero da una “sistemazione” delle voci di bilancio finalizzate a facilitare la successiva analisi di bilancio.

Cos’è il bilancio riclassificato

Come anticipato, il bilancio riclassificato è una rielaborazione del bilancio d’esercizio in cui i dati non sono esposti in modo civilistico, ma reinterpretati secondo alcuni criteri (che vedremo tra breve) utili a calcolare gli indici di bilancio e, dunque, ottenere una sintetica ma più efficace analisi del documento e della situazione economico – finanziaria dell’azienda a cui si riferisce il bilancio.

La riclassificazione dello stato patrimoniale

Cominciando dallo stato patrimoniale, la riclassificazione punterà a suddividere le attività e le passività sulla base del grado di liquidità, inteso come la capacità dell’attivo a trasformarsi in cassa nel breve o nel lungo periodo, e del passivo ad essere esigibili nel breve o nel lungo termine, ovvero a trasformarsi in un esborso monetario.

In questo modo il lettore del bilancio riuscirà a ottenere un’utile valutazione della struttura finanziaria delle imprese, poiché potrà avere sotto immediata visione:

  • le attività correnti e le passività correnti, immediate o differite, che possono considerarsi come voci di breve termine;
  • le attività consolidate e le passività correnti, come le immobilizzazioni o i mutui a lungo termine, che possono invece considerarsi come voci di lungo periodo.

La riclassificazione del conto economico

Passando poi al conto economico, la riclassificazione punterà principalmente a suddividere le voci di bilancio positive e negative sulla base dell’area gestionale, come quella caratteristica e finanziaria, straordinaria e fiscale. In questo modo l’analista di bilancio potrà calcolare facilmente dei margini intermedi (come quelli operativi, lordi e netti) che gli permetteranno di disporre di un maggiore contributo informativo.

A sua volta, la riclassificazione del conto economico potrà seguire diversi modelli, a seconda delle finalità preposte. In particolare, la riclassificazione potrà essere effettuata con il criterio del:

  • margine di contribuzione, con individuazione della quota di incidenza dei costi variabili su quelli totali;
  • valore aggiunto, con suddivisione dei costi operativi in relazione alle risorse esterne e interne utilizzate;
  • venduto, con suddivisione dei costi operativi in costi diretti e indiretti, al fine di fornire una migliore panoramica della gestione economica dell’impresa.

Perché usare il bilancio riclassificato: a cosa serve

Ma a cosa serve esattamente il bilancio riclassificato? Non potremmo forse limitarci a leggere il bilancio civilistico?

In realtà, come già abbiamo ricordato qualche riga fa, la riclassificazione del bilancio d’esercizio ha lo scopo di rendere la lettura di questo documento molto più chiara e dal maggiore valore informativo, poiché dall’interpretazione della riclassificazione risulta essere più immediata e affidabile la valutazione della situazione economica e finanziaria dell’impresa.

Parleremo degli indici e dei margini da bilancio riclassificato in un altro nostro approfondimento, introducendo in questo modo il tema dell’analisi di bilancio.

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