DeepSeek, primo round e valutazione da 45 miliardi $

DeepSeek sta trattando il suo primo round di venture capital e la valutazione ipotizzata è salita rapidamente: dai 20 miliardi di dollari circolati nelle prime interlocuzioni fino a circa 45 miliardi, secondo Financial Times e Bloomberg. Reuters ha poi riportato che il valore potrebbe arrivare fino a 50 miliardi di dollari, con una raccolta stimata tra 3 e 4 miliardi.
Per il laboratorio cinese di intelligenza artificiale sarebbe un cambio di postura netto. DeepSeek, fondata da Liang Wenfeng, miliardario cinese legato al fondo hedge High-Flyer, finora non aveva cercato capitale esterno. La società è arrivata alla ribalta a inizio 2025 dopo il lancio di modelli linguistici addestrati con meno potenza di calcolo e costi inferiori rispetto ai grandi player statunitensi.
Perché Liang Wenfeng apre agli investitori
La ragione industriale del round non sembra essere solo la corsa alla capacità computazionale. Secondo il Financial Times, Liang Wenfeng avrebbe scelto di aprire il capitale anche per assegnare equity ai dipendenti e ridurre il rischio di fuga dei ricercatori verso concorrenti meglio finanziati. Nel settore AI, dove talent density e retention pesano quanto GPU e dataset, il pacchetto azionario è diventato una leva competitiva.
Secondo il Financial Times, Liang Wenfeng avrebbe scelto di aprire il capitale anche per assegnare equity ai dipendenti e ridurre il rischio di fuga dei ricercatori verso concorrenti meglio finanziati
Liang manterrebbe comunque una posizione dominante nella società, con una quota vicina al 90%. Questo dato rende l’operazione particolare: non è il classico round di una startup alla ricerca di product-market fit, ma il tentativo di fissare una valutazione di mercato per un asset già strategico nella competizione tecnologica cinese.
La regia del capitale statale
Il round sarebbe guidato dal China Integrated Circuit Industry Investment Fund, noto come “Big Fund”, il veicolo sostenuto dallo Stato per rafforzare l’industria cinese dei semiconduttori. Bloomberg ha riportato anche colloqui con Tencent e Alibaba per una possibile partecipazione.
La presenza del Big Fund sposta il dossier oltre la finanza privata. Pechino sta cercando di costruire una filiera AI meno dipendente dalla tecnologia statunitense, soprattutto dai chip avanzati soggetti a restrizioni export. DeepSeek è stata ottimizzata per funzionare anche su chip Huawei, un punto che la rende interessante nella logica di sovranità tecnologica cinese.
DeepSeek è stata ottimizzata per funzionare anche su chip Huawei, un punto che la rende interessante nella logica di sovranità tecnologica cinese
Open weight e competizione con gli Stati Uniti
DeepSeek ha mantenuto versioni open weight dei propri modelli, disponibili anche su piattaforme come Hugging Face. Questa scelta ha accelerato l’adozione da parte di sviluppatori e aziende, ma non risolve da sola il tema dei ricavi. Il capitale servirebbe quindi a sostenere infrastruttura, ricerca e compensi, mentre il laboratorio prova a restare vicino ai migliori modelli globali in reasoning e coding.
Il messaggio al mercato è chiaro: l’AI cinese non vuole limitarsi a rincorrere OpenAI, Anthropic o Google DeepMind sul piano dei benchmark. Vuole costruire uno stack domestico, dal modello al chip, passando per cloud e distribuzione. La partita di DeepSeek, a questo punto, non riguarda soltanto una valutazione da decine di miliardi. Riguarda chi controllerà la prossima generazione di infrastruttura AI.
Fonte: TechCrunch


