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Deliveroo, lo smartworking in una smartcompany: dipendenti coinvolti e più produttivi

Deliveroo, lo smartworking in una smartcompany: dipendenti coinvolti e più produttivi

Coinvolti nella vita aziendale, come fossero in ufficio e, soprattutto, più produttivi. Lo smartworking in una smart company funziona. A dimostrarlo sono i risultati delle survey interne condotte da Deliveroo negli ultimi mesi: il 76% dei dipendenti ha dichiarato, nonostante la distanza fisica, di sentirsi coinvolto nella vita aziendale nello stesso modo in cui lo era prima del lockdown. E il 67% sente di aver aumentato anche la propria produttività.

La sfida del lavoro agile durante il lockdown

Quando in Italia è scattata l’ora del lockdown, la piattaforma leader dell’online food delivery ha immediatamente accolto la sfida del lavoro agile. Prima con la formula obbligata del full remote working. Poi con lo smartworking vero e proprio, la possibilità di lavorare nel luogo prescelto dal dipendente e, dal 16 settembre, con la possibilità di tornare ad usufruire dell’ufficio, nel rispetto delle norme anti-Covid.

Fin dal primo giorno di questa emergenza sanitaria, i nostri obiettivi erano garantire continuità al business, tutelare la salute di tutti e mantenere alto e vivo il livello di coinvolgimento dei nostri collaboratori” ha detto Matteo Sarzana, General Manager Deliveroo Italia. “In questi mesi – ha aggiunto – abbiamo riflettuto a lungo su come reagire al meglio alla crisi. Abbiamo atteso di poter tornare alle nostre abitudini di sempre e abbiamo scoperto che è possibile lavorare bene, in alcuni casi meglio, anche senza andare in ufficio. In questa specifica fase legata all’emergenza sanitaria, in Deliveroo non ci sono obblighi di presenza fisica. Chiunque voglia sfruttare l’ufficio può farlo nel rispetto delle norme. Così come chi vuole continuare a lavorare da casa o da ogni altro luogo è libero di farlo. Si tratta – sottolinea Sarzana – di un cambio di prospettiva importante che dà ai manager la responsabilità di valutare l’operato e non la presenza e a tutti i dipendenti la possibilità di gestire il proprio tempo guardando al risultato da raggiungere. Paradossalmente, lo smartworking ha ridotto le barriere tra le persone e ora i team di Milano, Roma e Londra sono più interconnessi di prima e collaborano con maggiore frequenza, da casa come dall’ufficio”.

Adattarsi ai cambiamenti

Guidare le innovazioni e adattarsi rapidamente ai cambiamenti sono elementi che distinguono il DNA stesso di Deliveroo. Un’identità legata alle caratteristiche stesse del team: una squadra che in Italia è composta in gran parte da Millennials, con un’età media di 29 anni e una componente femminile del 40%. “In Deliveroo – spiega Federico Scarsi, Head of People Deliveroo Italia – le persone sono al centro. La profonda vocazione all’ascolto e l’attenzione continua nell’intercettare ed interpretare le esigenze dei collaboratori ha dato vita ad un approccio HR inedito, che è elemento fondamentale della strategia aziendale”.

Lo smartworking di Deliveroo

La modalità di lavoro in Full Remote Working è iniziata in Deliveroo dall’11 marzo, ma già dal 24 febbraio, dunque prima dell’avvio del lockdown in tutta Italia, è stata lasciata facoltà di dipendenti di lavorare da casa. “Per vincere questa sfida – racconta Scarsi, Head of People Deliveroo Italia – è stato necessario innovare nelle abitudini, nei servizi erogati alle nostre persone e nei format che scandiscono la vita d’ufficio. Prima ancora, abbiamo messo in campo iniziative molto concrete come l’attivazione di due coperture assicurative sanitarie in caso di positività al Covid-19 e la possibilità di accedere al test sierologico. A seguire, tutto ciò che veniva realizzato in presenza è stato trasferito in digitale”.

Lo sportello psicologico online

Non solo, dunque, le riunioni quotidiane, i momenti di confronto e condivisione sono continuati in videocall. Ma anche le iniziative dedicate al benessere individuale di ciascun dipendente, come lo sportello psicologico settimanale in collaborazione con la dott.ssa Silvia Cordara, è stato tradotto in una serie di sessioni online che coinvolgono, in media, 6 persone a settimana. “Si tratta di un progetto a cui teniamo molto e che è molto apprezzato tra i dipendenti. Stiamo vivendo una fase straordinaria che fa dello sportello psicologico un’iniziativa ancor più importante, che per questo non si è mai fermata” spiega Vanessa Lancini, People Admin Professional di Deliveroo Italia

Anche un magazine aziendale

Ascolto delle esperienze e il racconto della vita in smartworking hanno aperto la strada alla conferma del lavoro “agile” anche dopo la riapertura degli uffici. Le survey interne non si sono concentrate solo sulla percezione delle produttività individuale, ma sono state anche l’occasione per il management per ascoltare sensazioni, umori, timori e auspici di tutti i componenti del team. Tutti hanno avuto la possibilità di condividere esperienze, dare suggerimenti e raccontarsi, anche attraverso una nuova pubblicazione interna, il RooMagazine, una vera e propria rivista che nei mesi estivi ha raggiunto le case di tutti i collaboratori. “Le videocall ci hanno permesso di tenerci in contatto, ma tenere tra le mani e sfogliare un magazine dedicato al team, scritto dal team, è stata un’occasione unica per sentirsi ancora più vicini e parte di una squadra che sta affrontando una fase storica che ricorderemo anche in futuro” spiega ancora Lancini.

E il rientro? Con Bon Ton!

Dal 16 settembre il rientro – facoltativo – in ufficio è stato organizzato attraverso la definizione di un protocollo denominato Covid Bon Ton Règles. Un documento, elaborato in collaborazione con consulenti specializzati, che raccoglie tutte le regole e le buone pratiche da seguire per usufruire dell’ufficio, dai desk agli spazi comuni, in piena sicurezza. Tra tutte, la possibilità di prenotare, attraverso un’App dedicata, la propria postazione in ufficio, così da rispettare il contingentamento delle presenze nel rispetto delle normative anti-Covid.

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