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Equity crowdfunding, vantaggi e opportunità

Quali sono i vantaggi concreti dell’equity crowdfunding per startup e PMI e quali invece i vantaggi per gli investitori? Ne abbiamo parlato con Luca Sellari Franceschini, onboarding manager per CrowdFundMe, portale di crowdinvesting quotato in Borsa 

Vantaggi e opportunità dell’equity crowdfunding dipendono dal soggetto che abbiamo in mente. Portare a termine una campagna di equity crowdfunding con successo è tutt’altro che facile, ma i progetti imprenditoriali di valore possono davvero riuscire a crescere grazie al conferimento di capitali da tanti nuovi piccoli soci. In questo articolo raccontiamo i principali benefici dell’equity crowdfunding con l’aiuto di un esperto in materia.

Per capire meglio quale sia il valore di una campagna per imprenditori e investitori, e quindi quali sono concretamente vantaggi e opportunità dell’equity crowdfunding, partiamo dal lavoro di Luca Sellari Franceschini e dal processo di selezione delle aziende che poi effettivamente arrivano in crowdfunding.

80 richieste al mese

CrowdFundMe opera costantemente una selezione dei progetti imprenditoriali più interessanti a partire da circa 80 richieste mensili. Questo numero raccoglie:

  • le candidature spontanee sul portale, per le quali basta inserire nome del soggetto, qualche dato numerico e allegare un pitch;
  • le proposte che arrivano dai partner come hub di innovazione, incubatori, acceleratori;
  • eventuali segnalazioni esterne.

Il team onboarding di CrowdFundMe, ovviamente, opera anche cercando attivamente startup e PMI adatte a raccogliere capitali in equity crowdfunding, partecipando ad eventi e investor day che possano metterlo in contatto con realtà interessanti. Ci sono tante startup e PMI in cerca di fondi che non conoscono lo strumento e quindi non si candiderebbero mai spontaneamente. Questo è interessante saperlo per capire come lavorano i portali “dietro le quinte”.

Chi è e cosa fa un onboarding manager

Obiettivo di ogni onboarding manager che opera nel crowdfunding è quello di pubblicare sul portale e quindi portare effettivamente in raccolta solo le realtà più promettenti per gli investitori.

Prima di tutto, quindi, il professionista del portale deve valutare l’effettivo potenziale di crescita e lo stato attuale del progetto imprenditoriale. «Quando questa analisi preventiva è positiva, chiamiamo i founder e organizziamo un primo incontro. Dopodiché cerchiamo di fugare i dubbi e rispondere a tutte le domande che ci vengono in mente, approfondendo ogni aspetto del progetto, con particolare attenzione alle capacità e al background del team» spiega Sellari Franceschini. Di solito CrowdFundMe risponde brevemente anche alle aziende che si sono candidate ma che non ritiene idonee alla raccolta.

Quando l’onboarding team considera valido un progetto, inizia la fase di due diligence legale, fiscale e strategico-finanziaria.

Il successo della raccolta dipende dalla bontà del progetto e quindi anche dall’efficacia del lavoro di selezione da parte dell’onboarding manager. «Selezioniamo principalmente imprese innovative ma questo requisito non è fondamentale – sottolinea Sellari Franceschini –. Scegliamo realtà con una struttura finanziaria solida e le sottoponiamo a un’attenta revisione per capire se hanno una valutazione congrua».

Se ci sono effettivamente tutti i requisiti e il potenziale di crescita si va in campagna. Il processo di raccolta dura generalmente 2 mesi. Si raccoglie principalmente da piccoli soci ma alle campagne di equity crowdfunding partecipano sempre anche degli investitori istituzionali.

Il chip minimo di ingresso, tipicamente, è pari a 250 o 500 euro (dipende dal portale) per arrivare al massimo, che è determinato dalla cifra di aumento di capitale predefinito. Cifra che rappresenta quello che serve all’azienda per crescere.

1.La validazione del progetto di business

Partecipare al processo di selezione per una campagna di equity crowdfunding è molto interessante, perché offre in prima battuta una validazione del progetto di business. Tutte quelle realtà che si trovano in zone grigie e sono troppo piccole o in fase troppo iniziale, non hanno modo di ottenere fondi se non attraverso l’equity crowdfunding. I fondi di investimento generalmente non prendono in considerazione questi progetti di business. Mentre è più facile che lo facciano dopo la campagna, talvolta subito dopo, se viene chiusa con successo e in tempi  brevi.

Ogni raccolta fondi è qualcosa di più della semplice possibilità di ottenere il denaro che serve alla propria impresa .Il fatto che la società abbia superato gli stringenti parametri di solidità e credibilità imposti dal portale rappresenta un marchio che ne certifica la qualità Sono requisiti che non tutti i progetti di business hanno.

«Inoltre c’è un altro tema molto importante dal punto di vista delle aziende vere e proprie: l’analisi degli onboarding manager include anche la revisione legale e contabile. Un lavoro che molte società dovrebbero fare ma che non fanno e serve loro per capire se stanno andando nella direzione giusta. Per non parlare del controllo dello statuto e delle sue clausole, che devono essere adeguate.

Molti founder si concentrano sul processo di crescita, e giustamente, perché bisogna essere rapidi per affermarsi sul mercato. Ma questo li porta a trascurare tutta una serie di aspetti legali, burocratici, fiscali e anche manageriali che poi si trasformano in problemi grossi negli anni successivi» spiega Luca.

2.Nuovi soci, nuove responsabilità

La raccolta tramite equity crowdfunding può spaventare gli imprenditori, perché arrivano in società tanti piccoli investitori, nei confronti dei quali c’è da mettere in campo tutta una serie di attività di comunicazione e informazione. Questi soci, per la maggior parte, hanno diritti patrimoniali, quindi i founder mantengono completamente il controllo della società, la gestione e il management.

La raccolta fondi da una folla di investitori non deve spaventare l’imprenditore, che mantiene comunque il controllo della società, ma comporta una serie di obblighi.

Certamente c’è da comunicare periodicamente ai soci come sta andando la società. Quindi da una campagna di equity crowdfunding chiusa con successo deriva una sorta di “allenamento forzato” al rapporto con gli investitori e di conseguenza si registra sempre anche una crescita di capacità nel management. Questo sicuramente è un vantaggio nascosto ma fa parte di quelli che consideriamo vantaggi e opportunità dell’equity crowdfunding.

C’è persino chi descrive la campagna come una piccola quotazione in borsa, una sorta di prova di quello che potrebbe succedere anni dopo. Si tratta di una “prima scuola”. I founder imparano nuove abilità che serviranno loro sempre di più man mano che la società cresce.

«In CrowdFundMe accompagniamo personalmente il management delle startup in tutte le fasi di comunicazione con i soci. Soprattutto per i progetti più giovani il confronto con chi ha investito è molto diretto. I soci hanno il diritto di essere aggiornati su ogni novità importante e bisogna rispondere alle loro domande.

Il team di CrowdFundMe aggiorna le pagine dei progetti da un punto di vista economico e strategico così che chi ha investito, accedendo alla propria area privata, trovi tutte le informazioni che gli servono. Aiutiamo attivamente i founder nel primo e nel secondo anno successivo alla raccolta, perché la comunicazione coi soci sia il più efficace possibile. Successivamente comunque restiamo a disposizione per consigli e suggerimenti. Ci sono founder che mandano newsletter periodiche, altre che aprono canali Telegram e così via» sottolinea Sellari Franceschini.

I soci come Evangelist

I soci sono anche nuovi portavoce dei valori dell’azienda e delle sue potenzialità. Contribuiscono a far conoscere la startup o la PMI diventando spontaneamente suoi evangelist. Se alla campagna hanno partecipato 50, 60 o 100 nuovi soci, ognuno di loro è anche un ambasciatore dell’azienda, perché è suo interesse che le cose vadano per il meglio.

Grazie alla campagna si guadagnano non solo fondi ma anche evangelist spontanei del brand

3.Uno strumento potente per ottenere visibilità

Ogni campagna di equity crowdfunding è anche una campagna di comunicazione, come si evince da questo articolo che si concentra sugli aspetti comunicativi dell’equity crowdfunding. Volendo vendere un prodotto o un servizio sul mercato, grazie al crowdfunding è possibile farsi conoscere. Spesso gli investitori sono i primi a comprare il prodotto o il servizio e viceversa: la community degli investitori è  formata anche da clienti.

La visibilità è ancora maggiore per tutte le aziende che operano in campo B2B. Questo perché ogni portale di equity crowdfunding ha il suo bacino di investitori. Non c’è solo la visibilità legata ai 60 giorni di raccolta (i giorni in cui la campagna è online e viene promossa dal portale). Ci sono le attività di PR e marketing che la società deve mettere in campo senza le quali raggiungere gli obiettivi è molto più difficile (link alle pagine Dynamo).

E a questo si aggiunge il fatto che gli investitori che ruotano attorno alla piattaforma, anche quelli che poi non investiranno, possono raccogliere informazioni e spunti sul progetto e parlarne ad altri.

«Ad oggi CrowdFundMe ha un bacino di investitori di 80.000 persone e una visibilità giornaliera, che secondo me è il fattore più importante, che va dalle 3.500 alle 4.500 persone. Quindi in media 4.000 persone tutti i giorni leggono la pagina della campagna. Cosa accade dietro alle quinte? Spesso veniamo contattati dai nostri investitori perché vogliono parlare direttamente con un founder per mettere in tavola una potenziale collaborazione.

La campagna permette di fare networking, di trovare clienti, fornitori, partner. E questo accade anche per quelle campagne che non hanno il successo che si vorrebbe, perché si porta a casa un obiettivo diverso da quello massimo» spiega Luca.

Alcune imprese, grazie all’equity crowdfunding, non hanno raccolto moltissimo ma hanno trovato un grosso partner commerciale che ha permesso loro di svoltare e di crescere comunque in modo significativo. Anche se magari in maniera diversa da come avevano immaginato.

4.Superamento del gap geografico

Non è un mistero:  nel nostro paese una serie di regioni non possono ancora contare su un network di investitori sufficientemente sviluppato. Quando si sceglie lo strumento dell’equity crowdfunding si superano le barriere e le difficoltà geografiche, perché un’impresa di Caltanissetta riceve la stessa visibilità e ha le stesse opportunità di successo di una di Bolzano.

La visibilità è su tutto il territorio italiano e gli investitori coinvolti possono arrivare da qualsiasi regione. Questo è un elemento molto importante perché i progetti di valore possono nascere ovunque, in Lombardia come in Basilicata. L’equity crowdfunding ha quindi anche un potenziale di democratizzazione delle possibilità di fare impresa.

Quando si sceglie lo strumento dell’equity crowdfunding si superano le barriere e le difficoltà geografiche tipiche, nel nostro Paese, delle regioni meridionali

5.Vantaggi e opportunità dell’equity crowdfunding per gli investitori

Fin qui ci siamo concentrati soprattutto sui vantaggi reali dell’equity crowdfunding per gli imprenditori. Ma quali sono quelli per gli investitori? Prima di tutto la possibilità di diversificare il rischio legato all’investimento.

Certamente si tratta sempre e comunque di investimenti ad alto rischio, per cui è fondamentale leggere tutta la documentazione messa a disposizione dai portali. Ma poter accedere a un investimento che ha un potenziale di ritorno interessante con chip molto bassi, parliamo come abbiamo già sottolineato di 500 euro, è un vantaggio indiscusso.

Si può spalmare il budget a disposizione per gli investimenti su più realtà, abbassando in questo modo il rischio e aumentando le possibilità di avere dei ritorni.

Inoltre, a differenza di quanto accade con altre forme di investimenti ad alto rischio nel mercato azionario e obbligazionario, i tempi per capire se un ritorno ci sarà (oppure no) vanno mediamente dai 3 ai 5 anni. Ci sono startup che 5 anni dopo concretizzano exit con un valore che aumenta di un bel fattore 5, 10, 15. Quindi il rischio viene ben ricompensato. Investire in borsa molto difficilmente può garantire ritorni tanto significativi.

Conoscere da vicino le realtà in cui si investe

L’equity crowdfunding permette di conoscere bene le realtà nelle quali si investe, comunicando direttamente o quasi con i founder. E di fare non solo investimenti “con la testa” ma anche “con il cuore”, scegliendo di supportare imprese che piacciono e convincono per quello che fanno. Magari perché sono nate nel Meridione in un’area decentrata, oppure operano in un settore che interessa, o ancora perché hanno un obiettivo sociale.

Investendo in equity crowdfunding si sa che i propri soldi serviranno a una nuova società per assumere una persona in più, per espandersi in un nuovo mercato, o per lanciare un prodotto che risolve un problema reale.

Infine, c’è la possibilità di detrarre l’investimento, per cui la persona fisica che investe tramite equity crowdfunding recupera direttamente nella dichiarazione dei redditi il 30% grazie alla detrazione fiscale, che non è poco. Questo vantaggio però c’è solo se la startup o la PMI in cui si è deciso di investire è innovativa.

Questo articolo nasce dell’iniziativa di formazione promossa da Dynamo-Lab CrowdInvest Academy, qui trovi il video del webinar su vantaggi e opportunità dell’equity crowdfunding.

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