Meno stress operativo, più valore per ogni soggiorno. È il risultato dell’estate 2026 di CleanBnB, società quotata su Euronext Growth Milan e specializzata nella gestione professionale degli affitti brevi. Tra luglio e agosto, l’azienda ha gestito 26.440 soggiorni, l’8% in meno rispetto al 2025, aumentando però gli incassi dell’1,5%, fino a 12,65 milioni di euro. Il valore medio per soggiorno è così cresciuto di circa il 10%, passando da 435 a 478 euro.
«Il mercato sta cambiando. Non conta più soltanto il numero di prenotazioni, ma il valore che si riesce a generare», ha commentato Francesco Zorgno, presidente di CleanBnB, dal palco del TTG Travel Experience 2026 di Rimini. «Oggi gli ospiti cercano qualità e servizi affidabili, mentre i proprietari chiedono garanzie di redditività. Solo chi riesce a soddisfare entrambi può competere in questo mercato».
Il mercato seleziona i professionisti
Secondo il Ministero del Turismo, l’estate 2026 ha registrato oltre 276 milioni di presenze, in crescita del 2% sul 2025. Eppure, ad agosto, nonostante l’aumento della domanda, la tariffa media nazionale è scesa dello 0,6%. In un settore sempre più competitivo, avere un appartamento in una località turistica non garantisce automaticamente buoni risultati.
CleanBnB ha scelto di puntare sul livello di servizio, sostituendo progressivamente gli immobili meno performanti con strutture di maggior pregio e privilegiando la redditività rispetto ai volumi. Una strategia confermata dai dati dei primi nove mesi del 2026: 42,35 milioni di euro di gross booking (+3%), nonostante il 4% di soggiorni in meno.
«Non basta più mettere online un appartamento e aspettare le prenotazioni», sottolinea Zorgno. «Servono competenze, tecnologia e capacità di gestione. Il mercato sta già premiando chi lavora in modo professionale».
Regole sì, ma proporzionate
Mentre il mercato diventa sempre più selettivo, resta aperto il dibattito sulle restrizioni agli affitti brevi. Con la sentenza n. 164, depositata il 9 ottobre, la Corte costituzionale ha dichiarato illegittime alcune disposizioni della legge dell’Emilia-Romagna, giudicando sproporzionate le limitazioni generalizzate, pur riconoscendo la possibilità di interventi mirati per contrastare l’overtourism.
«Siamo favorevoli alle regole, purché siano ragionevoli, proporzionate e soprattutto utili», precisa Zorgno. «Troppo spesso si introducono restrizioni senza dimostrarne la reale efficacia. Gli operatori professionali non sono il problema, anzi, possono essere i primi alleati delle istituzioni».
Per CleanBnB, che gestisce oltre 3.000 immobili in più di 100 località italiane, il futuro del settore passa dalla professionalizzazione e dalla capacità di creare valore.
«Il mercato sta già facendo la sua selezione», conclude Zorgno. «Le amministrazioni locali dovrebbero accompagnare questo processo con regole sensate, non ostacolarlo con restrizioni indiscriminate. Perché il futuro degli affitti brevi non dipende solo dal numero di appartamenti disponibili, ma soprattutto dalla qualità, dalla competenza e dalla trasparenza di chi li gestisce».





