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La crescita dell’equity crowdfunding secondo CrowdFundMe

La crescita dell’equity crowdfunding secondo CrowdFundMe

Per scoprire come sta crescendo l’equity crowdfunding in Italia, abbiamo intervistato il fondatore e CEO di CrowdFundMe Tommaso Baldissera Pacchetti.

Dott. Baldissera come è andata nel 2018 la vostra attività di raccolta nell’equity crowdfunding?

“Se il 2017 è stato l’anno in cui abbiamo creato le fondamenta del business di CrowdFundMe, diventando uno dei protagonisti dell’equity crowdfunding italiano, il 2018 è stato l’anno in cui grazie alla nostra solida base di esperienza e credibilità abbiamo potuto accelerare. Il dato più evidente è il capitale raccolto nel 2018, che ha superato € 8.700.000 (contro gli € 3.500.000 del 2017, +149%). Questo dato è frutto del nostro grande lavoro, a partire dal numero progetti lanciati, 30 (rispetto ai 23 del 2017), con tanto di record per la più grande campagna conclusa con successo in Italia, con una raccolta di € 2.250.000 e 495 investitori.”

E il 2019 si apre con una succosa novità che vi riguarda, giusto?

“È corretto, CrowdFundMe, proprio a coronamento dei risultati appena citati, si quota sul mercato AIM di Borsa Italiana, siamo il primo portale di equity crowdfunding al mondo che si quota in borsa.”

Dal vostro osservatorio, quali sono le principali dinamiche che contraddistinguono l’equity crowdfunding in Italia?

“Come riportano anche i dati dell’Osservatorio del Politecnico di Milano e il recentissimo articolo di Crowdfunding Buzz, si evince come sempre più società in Italia abbiano creduto nell’equity crowdfunding come strumento per raccogliere capitali, andando a far decollare il mercato: nel 2018 sono stati raccolti € 36 milioni, +200% rispetto al 2017, contribuendo così a finanziare 114 tra startup, PMI e progetti immobiliari.

Nel 2018 sono stati raccolti € 36 milioni, +200% rispetto al 2017, contribuendo così a finanziare 114 tra startup, PMI e progetti immobiliari

Si è inoltre rafforzata la dinamica già vista nel 2017, quando abbiamo iniziato a conquistare le prime posizioni nel mercato: sono sempre di più le società emittenti che si propongono per una campagna sulla nostra piattaforma e che hanno le idee chiare riguardo all’equity crowdfunding. Questo fa sì che la nostra attività di recruiting delle società sia molto più scalabile: già oggi riceviamo circa 80 contatti al mese da parte di startup e PMI intenzionate a svolgere una campagna con noi.”

Oltre agli emittenti anche gli investitori hanno ormai capito appieno le potenzialità dello strumento?

“Direi di sì. In contemporanea alla crescita del mercato in termini di società emittenti, il 2018 è stato anche l’anno in cui molti investitori hanno capito le potenzialità di questo strumento finanziario in ottica di diversificazione del portafoglio e di potenziale di remunerazione dell’investimento.

Il numero degli investimenti sulla nostra piattaforma è più che raddoppiato, dai circa 1.700 nel 2017 agli oltre 4.200 del 2018, per un totale di oltre 5.800. Nota di merito va fatta a CleanBnB e Winelivery che attraverso il successo delle loro nuove campagne, successive a quelle del 2016 per CleanBnB e del 2017 per Winelivery, hanno fatto accrescere il valore delle quote dei primi investitori rispettivamente di 10 volte e 6 volte.

L’equity crowdfunding sta diventando uno strumento che permette ad investitori, più o meno sofisticati, di investire in società ad alto potenziale di crescita altrimenti inaccessibili, soprattutto agli investitori retail.”

Quali sono i vostri obiettivi per il 2019, al di là della quotazione in Borsa?

“Ci poniamo obiettivi molto ambiziosi, quali affermare CrowdFundMe come principale piattaforma di equity crowdfunding italiana e coinvolgere sempre di più gli investitori italiani attraverso l’educazione sull’equity crowdfunding.”

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