Startup innovative, accordo Italia-Ue sugli incentivi al 30%: sul tavolo retroattività dal 1° gennaio 2026
Il negoziato tra Italia e Unione Europea sugli incentivi fiscali per gli investimenti in startup innovative si è chiuso con esito positivo. Il Governo ora punta a rendere operativo il nuovo regime anche per gli investimenti effettuati dall’inizio del 2026, così da superare la fase di incertezza aperta dopo la scadenza della precedente autorizzazione europea sugli aiuti di Stato.
Lo ha riferito il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, durante il question time in Aula.
“L’Unione Europea ha monitorato il regime introdotto dal Governo precedente. Chiusa positivamente l’interlocuzione con Bruxelles, è stata avviata la notifica del nuovo regime, anche con l’obiettivo di garantire l’efficacia retroattiva per l’anno in corso, quindi fino al 1 gennaio 2026”, ha dichiarato Urso.
Perché gli incentivi erano rimasti bloccati
Fino al 31 dicembre 2025, gli investitori in startup e PMI innovative potevano accedere alla detrazione IRPEF e alla deduzione IRES del 30% previste dall’articolo 29 del D.L. 179/2012. Dal 1° gennaio 2026 l’agevolazione non è stata abrogata, ma è rimasta sospesa.
Il nodo è regolatorio. La precedente autorizzazione della Commissione Europea in materia di aiuti di Stato è scaduta a fine 2025. Senza un nuovo via libera da Bruxelles e senza una norma nazionale di attuazione, gli investimenti effettuati nel 2026 sono rimasti in una zona grigia: formalmente realizzati, ma non ancora agganciabili al beneficio fiscale.
L’accordo politico e tecnico con l’Ue apre quindi la strada alla notifica del nuovo regime. La partita ora si sposta sull’efficacia temporale della misura: il Governo vuole evitare che gli investimenti già effettuati quest’anno restino esclusi.
Cosa cambierebbe con la retroattività
La retroattività al 1° gennaio 2026 avrebbe un impatto immediato sul mercato del venture investing italiano. Consentirebbe agli investitori di recuperare certezza fiscale sulle operazioni già concluse o pianificate nei primi mesi dell’anno, riducendo il rischio di rinvio dei round e di congelamento dei capitali privati.
Per startup e PMI innovative, il punto non è solo fiscale. La detrazione IRPEF e la deduzione IRES al 30% sono state per anni uno strumento di attrazione del capitale paziente, soprattutto nelle fasi seed ed early stage, dove il profilo di rischio è più alto e la leva fiscale può incidere sulla decisione di investimento.
In questo schema, il ripristino degli incentivi agli investimenti può agire come importante fattore di fiducia nella filiera dell’innovazione italiana. Resta da vedere quando arriveranno il via libera formale europeo e la norma nazionale necessaria a rendere applicabile il nuovo regime. Il segnale politico, però, è chiaro: il Governo vuole chiudere il vuoto normativo aperto dal 1° gennaio 2026 e salvare la continuità dell’incentivo fiscale per startup e PMI innovative.





