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Come diventare investigatore privato nell’era della Cyber Intelligence?

Come diventare investigatore privato nell’era della Cyber Intelligence?

Una guida per diventare investigatore privato in un contesto di crescente importanza delle nuove tecnologie.

Complice anche il mito indotto da film, libri e serie tv, quella dell’investigatore privato è una professione che non smette di attrarre i giovani, convinti che a percorrere questa carriera si finisca con il vivere esperienze affascinanti, coinvolgenti, emozionanti e finanziariamente appaganti. Ma è davvero così?

Di sicuro c’è il fatto che le agenzie investigative presenti sul territorio godono di una discreta salute, con un numero di operatori che sale a oltre 1.500 unità, in cui trovano lavoro più di 11.000 persone prevalentemente concentrate nelle grandi città italiane.

Chi è l’investigatore privato

Prima di imbracciare binocoli e microspie per inseguire i propri sogni professionali, è bene introdurre che l’investigatore privato è un professionista in possesso di licenza rilasciata dalla Prefettura di competenza, necessaria per svolgere attività di indagine, di ricerca e di raccolta delle informazioni per conto di privati.

Rispetto al passato, come vedremo nel prossimo paragrafo, i requisiti per diventare investigatore privato sono cambiati parzialmente e si sono fatti più stringenti.

Quali requisiti per diventare investigatore privato

Nelle scorse righe abbiamo chiarito che per svolgere l’attività di investigatore privato è necessario ottenere un’apposita licenza rilasciata dalla Prefettura territorialmente competente, a dimostrazione del possesso di tutti i requisiti previsti dalla legge e l’iscrizione in Camera di Commercio.

Stando a quanto previsto dall’art. 134 TULPS, la licenza prefettizia per l’investigatore privato non può essere rilasciata a chiunque sia incapace di obbligarsi, non sia cittadino italiano o comunitario, o a chi abbia riportato condanne penali per delitti non colposi. La licenza non può inoltre essere concessa per il compimento di operazioni che comportano un esercizio di pubbliche funzioni o una limitazione della libertà individuale.

Tra gli altri requisiti previsti ricordiamo:

  • Possesso di laurea triennale (o successive) in discipline come Psicologia a indirizzo forense, Scienze politiche, Giurisprudenza, Economia, Sociologia, Scienze dell’investigazione
  • Tirocinio operativo per almeno tre anni presso un investigatore privato autorizzato da almeno cinque anni, con attestazione positiva rilasciata dallo stesso alla fine del periodo di collaborazione
  • Partecipazione a corsi di perfezione teorico-pratico in ambito di investigazioni private, organizzati da Università o centri di formazione professionale che siano riconosciuti dalle Regioni e siano accreditati presso il Ministero dell’Interno. È valevole per assolvere a tale requisito anche un periodo di attività di indagini in seno a reparti investigativi delle Forze di Polizia per un periodo di almeno cinque anni e aver lasciato il servizio senza demerito da non più di quattro anni.

Cosa fa l’investigatore privato: le indagini di sua competenza

Il D.M. n. 269/2010 all’art. 5 illustra quali siano le indagini di competenza dell’investigatore privato:

  • Investigazioni private allo scopo di individuare e raccogliere informazioni per conto di privati, anche per tutelare un diritto in sede giudiziaria. Le indagini possono riguardare ambiti matrimoniali, familiari, patrimoniali, persone scompare
  • Indagini aziendali e commerciali per tutelare un diritto in sede giudiziaria su atti illeciti, concorrenza sleale, infedeltà professionale, tutela del patrimonio, marchi e brevetti, affidabilità finanziaria e reputazionale, e così via
  • Indagini assicurative richieste da private o da compagnia assicurativi, anche per la tutela di un diritto in sede giudiziaria, volte a definire la dinamica di sinistri, responsabilità professionali, risarcimenti, frodi
  • Indagini difensive volte a individuare e raccogliere elementi probatori utili nell’ambito di un procedimento penale
  • Indagini speciali determinate da attività previste da decreti ministeriali o leggi speciali.

Cosa può fare l’investigatore privato

Per procedere alla corretta documentazione dello svolgimento di tali indagini l’investigatore privato autorizzato può effettuare, in prima persona o tramite i suoi collaboratori (ad eccezione delle indagini difensive e speciali) attività di osservazione statica e dinamica (il c.d. pedinamento), anche attraverso strumenti elettronici, riprese video e fotografiche, sopralluoghi e raccolta di informazioni estratte da documenti di libero accesso.

L’investigatore, nell’ambito delle indagini difensive, potrà inoltre compiere atti tipici come collaboratore del difensore, quali il colloquio non documentato con persone informate sui fatti e l’accesso ai luoghi per visionarne lo stato, avendo facoltà di eseguire rilievi tecnici, grafici, planimetrici, fotografici e audiovisivi.

Ancora, al termine delle proprie indagini l’investigatore privato provvederà alla stesura di una relazione investigativa che potrà essere utilizzata in giudizio e che conterrà informazioni raccolte, documentazione dei fatti, fotografie, filmati realizzati durante lo svolgimento dell’indagine. Questi elementi di prova potranno essere integrati dalla prova testimoniale ad opera degli stessi agenti investigativi impegnati nello svolgimento dell’indagine.

Cosa succede se si svolge la professione di investigatore privato senza licenza?

Chi svolte la professione di investigatore privato senza licenza incorre in una condanna per esercizio abusivo di tale mestiere. La sua condotta potrà altresì integrare altri reati, come quelli della violazione della privacy, gli atti persecutori e altre ipotesi ancora.

Le nuove frontiere dell’investigazione privata: la Cyber Intelligence

Così come quasi tutte le professioni, anche il ruolo dell’investigatore privato ha subito forti cambiamenti nel corso degli anni. Anzi, è lecito affermare che proprio il settore delle indagini investigative sia uno di quelli maggiormente colpiti dallo sviluppo della tecnologia, tanto che l’investigatore privato moderno è solo lontano parente – per approccio e metodologie – dal suo collega di 10 o 20 anni fa.

In altri termini, l’investigatore privato oggi non può che affiancare all’aspetto umano quello della Cyber Intelligence, l’insieme di strumenti tecnologici che possono assistere il professionista nel suo lavoro: si pensi alle microtelecamere, ai numerosi software facilmente accessibili e a tutti quegli strumenti che possono facilitare e rendere più efficaci le attività e le indagini investigative.

Insomma, dallo sfruttamento della Human Intelligence, che fa leva sulle capacità intellettive e intuitive dell’investigatore, oggi si arriva a un approccio Open Source Intelligence, tale da permettere al professionista di fruire di tutte le più moderne tecnologie in grado di trasferire un maggiore valore aggiunto al proprio ruolo e al proprio cliente.

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