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Equity crowdfunding: cos’è, come funziona e quali sono i vantaggi

Equity crowdfunding: cos’è, come funziona e quali sono i vantaggi

Partiamo da un concetto: per crescere e svilupparsi, la maggior parte dei progetti ha bisogno di denaro. I finanziamenti, da sempre, si chiedono alle banche o ad amici e parenti. Ma esiste un problema: le banche danno soldi solo a chi ce li ha già e gli amici e parenti non sempre hanno la disponibilità economica per aiutare un’idea a diventare realtà.

Partiamo da un concetto: per crescere e svilupparsi, la maggior parte dei progetti ha bisogno di denaro. I finanziamenti, da sempre, si chiedono alle banche o ad amici e parenti. Ma esiste un problema: le banche danno soldi solo a chi ce li ha già, e gli amici e parenti non sempre hanno la disponibilità economica per aiutare un’idea a diventare realtà!

Una delle soluzioni a questo problema è il crowdfunding e consiste nella raccolta di fondi dalle persone che decidono di investire nel progetto.

In estrema sintesi, per le startup fare equity crowdfunding significa ottenere finanziamenti online. E per gli investitori che contribuiscono alla raccolta, la disponibilità di un titolo di partecipazione all’azienda, accedendo così a tutti i diritti patrimoniali e amministrativi che ne conseguono.

Fino a poco tempo fa lo strumento era stato limitato a startup, Pmi innovative e veicoli di investimento specializzati in innovazione. Con il regolamento Consob in decorrenza dal 3 gennaio 2018, però, anche le Pmi tradizionali possono raccogliere fondi online sulle piattaforme di equity crowdfunding autorizzate in Italia.

Ma come funziona l’equity crowdfunding?

Equity crowdfunding: cos’è e come funziona

Se ti stai domandando cos’è l’equity crowdfunding, qual è il suo significato e come funziona, sappi che l’equity crowdfunding funziona in maniera simile al crowdfunding “tradizionale”.

Se dunque stai cercando una definizione di equity crowdfunding, sappi che possiamo indicarla come una forma di investimento con la quale una platea di investitori (crowd) può finanziare le imprese mediante piattaforme autorizzate, ricevendo in cambio delle quote societarie delle stesse imprese sovvenzionate.

Le fasi dell’operazione di equity crowdfunding

Ciò premesso, un’operazione di equity crowdfunding si articola in tre fasi successive e consecutive:

  1. preparazione alla pubblicazione dell’offerta;
  2. raccolta;
  3. closing e post-raccolta. 

Nel caso in cui la raccolta vada a buon fine, ovvero se la cifra fissata viene raggiunta come da obiettivi, allora l’impresa incassa gli investimenti e procede con il proprio business plan.

Naturalmente, è anche importante precisare che l’esito della campagna non offre alcuna garanzia sul buon esito di quanto prefissato: come ogni investimento, anche questo impiego comporta dei rischi perché, nonostante tutte le buone intenzioni dell’azienda e l’ottenimento dei fondi richiesti, non è detto che il successo aziendale venga effettivamente raggiunto.

equity crowdfunding

Cos’è e come funziona l’equity crowdfunding?

Di contro, nel caso in cui i fondi raccolti durante la campagna siano inferiori a quanto richiesto, gli investimenti non vengono finalizzati e l’investitore non perde nulla.

Secondo il recente rapporto sull’equity crowdfunding pubblicato dalla Fondazione Nazionale Commercialisti

L’equity crowdfunding presenta molte analogie con un’offerta pubblica iniziale o IPO (dall’inglese Initial Public Offering): di conseguenza, sarebbe giusto valutarlo come un primo approccio ai mercati finanziari che, nel tempo, favorisca la crescita di numerose nuove imprese il cui sbocco naturale potrà anche essere, dapprima, l’ammissione alla quotazione su mercati minori (dedicati ad esempio alle piccole e medie imprese, quali l’AIM Italia), e successivamente il listing su piattaforme di negoziazione più evolute come i mercati regolamentati (ad es. l’MTA di Borsa Italiana).

La nascita e le origini dell’equity crowdfunding

Anche se al giorno d’oggi l’equity crowdfunding è una realtà in fase di crescente affermazione nel nostro Paese, giova rammentare come l’Italia sia stata sempre all’avanguardia del settore (e, probabilmente, molto più di quanto potessero suggerire le scarse attenzioni mediatiche).

Questa modalità di raccolta fondi è peraltro piuttosto recente, visto e considerato che la prima normativa del settore nel nostro Paese è sorta nel 2013, rendendo l’Italia la prima nazione europea a disciplinare l’equity crowdfunding, e la seconda importante nazione al mondo dopo gli USA (dove, tuttavia, l’equity crowdfunding era soggetto a forti limitazioni).

Equity crowdfunding Italia: i numeri del 2020

Nel corso del 2020 la raccolta complessiva dell’equity crowdfunding in Italia si è aggirata intorno a 103 milioni di euro, con un incremento del 57% rispetto a quanto era stato raccolto nel corso del 2019 (circa 65 milioni di euro).

A crescere, anche se meno che proporzionalmente, sono state anche le campagne finanziate: nel 2020 sono state infatti 159, contro le 139 del 2019, con uno sviluppo del 14% su base annua. Ne deriva che è cresciuta notevolmente la raccolta media di ogni campagna, pari a 648 mila euro nel 2020, contro i 472 mila euro del 2010.

Per quanto poi attiene il profilo degli investitori, nel 2020 hanno generato sempre più attenzione i veicoli di investimento, holding di partecipazioni sorte proprio per impiegare capitali nelle start up e nelle PMI innovative, e che nel 2020 hanno pesato per 23,7 milioni di euro, contro i 3,5 milioni di euro del 2019.

Equity crowdfunding: i vantaggi per chi investe

A questo punto del nostro approfondimento sull’equity crowdfunding dovrebbe essere piuttosto chiaro come questa soluzione di investimento consenta di partecipare con il proprio capitale a imprese che si ritiene abbiano tutto il potenziale per crescere, svilupparsi e affermarsi all’interno del proprio mercato di riferimento.

Sulla base di questa convinzione, l’investitore può dunque impiegare una parte dei propri soldi e diventare socio della compagine. A questo punto, se l’impresa in cui ha investito ha successo, le quote di sua proprietà tenderanno ad apprezzarsi, fino ad avere un valore anche sensibilmente più elevato rispetto a quello di acquisto. Potrà ricavarne un guadagno vendendo le azioni, o rimanendo socio e incassare così i dividendi approvati dall’assemblea su proposta degli amministratori.

equity crowdfunding

Tutti i vantaggi dell’equity crowdfunding per chi investe e chi cerca fondi

Evidentemente – ribadiamo ancora una volta – considerato che ogni investimento ha un suo livello di rischio, bisogna pur sempre tenere in considerazione il fatto che il proprio impiego potrebbe non andare per la strada auspicata. Dunque, come succede in molte startup, la società su cui si è scelto di investire potrebbe non decollare e, magari, chiudere i battenti.

Ecco perché riteniamo molto importante che la persona che intende partecipare al business di una società che si sta aprendo all’equity crowdfunding lo faccia con la massima consapevolezza, acquisendo tutte le informazioni più utili per valutare con la giusta attenzione il business di cui vorrà far parte.

Inoltre, con la previsione di agevolazioni fiscali per coloro che investono in startup e PMI innovative, lo strumento è stato reso maggiormente appetibile per gli investitori.

Conclusioni

Riassumendo in estrema sintesi, i vantaggi per chi investe in equity crowdfunding sono:

  1. accesso a opportunità di investimento che difficilmente l’investitore sarebbe stato in grado di individuare;
  2. agevolazioni di natura fiscale che rendono il proprio investimento ancora più conveniente;
  3. informazioni chiare e trasparenti all’interno di piattaforme di crowdfunding facili da usare;
  4. potenziale rendimento conseguibile dai diritti patrimoniali delle proprie partecipazioni nella società e dalla possibilità di rivendere le quote / azioni ad un prezzo maggiore.

Per la società che ottiene fondi in equity crowdfunding, i vantaggi sono legati a:

  1. reperimento di fondi a condizioni migliori rispetto a quelle degli ordinari canali bancari;
  2. apertura del proprio capitale a nuovi soci;
  3. maggiore visibilità garantita dall’esito delle raccolte.

Insomma, uno strumento ricco di benefici per entrambe le parti, la cui fruizione sembra essere accelerata dall’entrata in vigore del regolamento sul crowdfunding europeo.

 

 

 

 

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