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Yerka, la bicicletta impossibile da rubare!

Grazie ad un innovativo telaio smontabile, è in grado di “incastrarsi” intorno a un palo, come un grande lucchetto e si sgancia con lo smartphone

L’idea di tre giovani cileni è stata finanziata con il crowdfunding. La bici smart, grazie ad un innovativo telaio smontabile, è in grado di “incastrarsi” intorno a un palo, come un grande lucchetto. E potremo sbloccarla col nostro smartphone

A prima vista non ha nulla di particolare, ma secondo i suoi ideatori Yerka è la bici del futuro. Loro sono tre giovani cileni che – grazie ad un finanziamento statale e al crowdfunding su Indiegogo – ad oggi sono riusciti a produrre i primi trecento modelli della loro “bicicletta impossibile da rubare”. Ma dov’è questa innovazione che non consentirebbe a nessun ladro di rubare la bicicletta?A quanto pare, l’unico modo per rubarla sarebbe “distruggerla”.

A quanto pare, l’unico modo per rubarla sarebbe “distruggerla”.

E questo sembra davvero un buon espediente per scoraggiare gli aspiranti furfanti.  Qual è dunque il meccanismo che si cela dietro Yerka? Molto semplice. Niente più catene o lucchetti. La bici smart è essa stessa un mega-lucchetto.

Abbiamo cercato di sviluppare una bici che fosse al contempo bella e tecnologicamente avanzata, utilizzando la stampa 3D.

Lo racconta Cristóbal Cabello, mente finanziaria del gruppo.

Come funziona

Una volta “agganciata” ad un palo, sarebbe necessario segare il telaio per portarsela via. Quest’ultimo infatti, è pensato per essere smontato e riassemblato in pochi secondi. L’unico modo per sbloccarla è utilizzare una chiave speciale. “Per svitare i bulloni e estrarre la ruota – spiega Juan José Monsalve, ingegnere – serve un’apposita chiave, il cui disegno è di nostra proprietà”. C’è di più. Sarà possibile proteggere la nostra bici-lucchetto anche grazie allo smartphone. Attraverso la tecnologia bluetooth infatti potremo bloccarla, per poi controllarla attraverso un’app dedicata.

Il nostro obiettivo è quello ora di trovare nuovi investitori per raccogliere una cifra di circa un milione di dollari.

Dalle statistiche dell’Unione Europea è evidente come sia in continua crescita la media europea dei cittadini che dichiarano di usare la bici abitualmente. Che sia per motivi di impatto ambientale o per motivi legati alla salute l’utilizzo delle biciclette è in aumento, il problema dei furti è però ciò che ne scoraggia l’utilizzo soprattutto nelle grandi città. Ora grazie al crowfounding, dicono i tre makers, abbiamo prodotto i primi 300 modelli; il nostro obiettivo è quello ora di trovare nuovi investitori per raccogliere una cifra di circa un milione di dollari, con l’obiettivo di distribuire nel mondo circa 300 biciclette al mese. Investitori fatevi avanti.

E se pensate sia una bufala, fatevi un giro sul sito ufficiale.

Dal 2015 ad oggi mi occupo della progettazione di soluzioni software per grandi clienti che operano nel Work Force management, ovvero aziende multiutility che si occupano di gestire attività “sul campo”, monitorare il lavoro degli operatori in tempo reale, organizzare i processi, le modalità e il tempo degli interventi per ottimizzare le risorse, ridurre i costi e migliorare il servizio al cliente in qualsiasi settore d’applicazione. Esempio di clienti, sono Hera, Enel, SNAM, Open Fiber, I2retegas

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